Procura di Tivoli: la violenza di genere nel circondario di Tivoli16 min di lettura

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Nel settembre 2019 la Procura della Repubblica di Tivoli adottava il “Codice Rosso”, una serie di norme destinate alla prevenzione e tutela delle vittime di violenza. Dopo un anno dall’applicazione (9 agosto 2019 – 8 agosto 2020) la Procura di Tivoli, proseguendo il monitoraggio avviato con la relazione del 19 settembre 2019, pubblica una seconda relazione sull’attuazione della legge 69/2019 dopo un anno di applicazione.

Il documento a firma del Procuratore della Repubblica dott. Francesco Menditto  che nella relazione afferma “L’esperienza di questi anni ha dimostrato che il fenomeno della violenza di genere può essere affrontato in modo efficace solo attraverso un’azione integrata delle tante istituzioni pubbliche coinvolte che, spesso, operano senza comunicare e con uno specifico investimento della Procura in questo settore, a partire dalla specializzazione e formazione dei magistrati, della polizia giudiziaria e dei soggetti coinvolti a diverso titolo. I risultati sono stati conseguiti grazie alla preparazione e all’impegno dei colleghi del gruppo Uno, denominato Reati sessuali, di violenza di genere e ai danni di minori). Le ragioni della nuova denominazione (senza riferimento alle “fasce deboli”)– dott.ri Andrea Calice, Gabriele Iuzzolino, Antonio Altobelli e Arianna Armanini –, oltre che del personale amministrativo e della polizia giudiziaria”.

La violenza domestica e di genere, caratteristiche del circondario di Tivoli.

Il numero di abitanti del circondario di Tivoli è pari a circa 517.709 (fonte ISTAT aggiornata al 31.12.2018). Il dato va valutato tenendo conto dell’elevato numero di Comuni, pari a 75 (tra cui Guidonia Montecelio con circa 90.000 abitanti e Tivoli con circa 60.000 abitanti), oltre che della vastissima area di pertinenza (circa 185.000 mq) estesa dalla periferia del Comune di Roma alle provincie di Rieti, L’Aquila, Frosinone.

La violenza domestica e di genere, i dati in generale e nel raffronto tra il periodo di applicazione della legge sul Codice rosso (9 agosto 2019-8 agosto 2020) e l’anno precedente (9 agosto 2018-8 agosto 2019).

Il fenomeno della violenza di genere (violenza fisica, sessuale, verbale, psicologica, economica e morale nei confronti delle donne) è di dimensioni allarmanti, sia per il numero delle vittime, sia per l’elevatissima percentuale dei casi non denunciati, pari a circa il 90 % (così i dati ISTAT 2015).

 

I dati quantitativi: un fenomeno criminale diffuso. L’aumento del 100% delle denunce negli ultimi 4 anni, l’incremento costante nell’anno di applicazione del Codice rosso (9% rispetto all’anno precedente, nonostante il lokdown).

 

I procedimenti per reati di violenza di genere e domestica sono aumentati del 100% negli ultimi 4 anni, il 9% nell’ultimo anno di applicazione della legge Codice rosso.

Nel territorio di competenza della Procura e del Tribunale di Tivoli (come in tutta Italia) l’incidenza di questi delitti è estremamente elevata. A titolo esemplificativo, dal giugno 2016, data in cui sono state avviate da questa Procura numerose iniziative per fare emergere il fenomeno (che saranno esposte oltre), sono esponenzialmente aumentati i procedimenti per reati di violenza di genere (ogni procedimento può contenere più notizie di reato), con un aumento progressivo anche nell’anno di applicazione della legge sul codice rosso.

Si rilevano i seguenti incrementi per il periodo dal 1° luglio 2016 (per gli anni precedenti, dal 2010 i dati sono sostanzialmente costanti) al 30 giugno 2020 (l’azione di emersione dei reati è in atto dal novembre 2016):

  • per i principali reati di violenza di genere indicati (572, 609-bis ss., 612-bis c.p.), + 94% (da 502 a 972);
  • per atti persecutori (art. 612-bis c.p.), + 70% (da 206 a 350);
  • per maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.), + 76% (da 247 a 531);
  • per violenza sessuale (art. 609-bis ss. c.p.), + 115% (da 49 a 72).

Procedimenti NOTI periodo 1° luglio – 30 giugno

I procedimenti per reati di violenza di genere e domestica: l’incremento costante delle denunce anche nell’ultimo anno di applicazione della legge cd Codice rosso (9% rispetto all’anno precedente nonostante il lokdown).

L’azione in atto da anni da parte di questa Procura consente di rilevare che l’aumento di notizie di reati cd Codice rosso è stato costante nell’ultimo anno rispetto all’anno precedente nonostante il lokdown per il Covid-19 che, in concreto, ha comportato una riduzione di circa il 20%:

 Raffronto procedimenti anno precedente (9.8.2018-8.8.2019) e anno applicazione Codice rosso (9.8.2019-8.8.2020)

Titolo reato 9.8.2018-8.8.2019 9.8.2019-8.8.2020 Percentuale incremento
572 c.p. 499 532 + 7%
582 c.p. “codice rosso” 258 310 +21%
609 bis-609 octies c.p. 100   99 0
612 bis c.p. 321 341 7%
Totale 1.178 1.282 9%

 

Questo il trend dei procedimenti anno di applicazione del Codice rosso e anno precedente tenuto conto dell’ultimo anno di applicazione della legge cd. Codice rosso .

I dati qualitativi, differenziati per indagato (uomo o donna) e vittima (uomo o donna): principalmente violenza di uomini ai danni delle donne. I dati dell’anno di applicazione del codice rosso rispetto all’anno precedente.

 Si è proceduto a un confronto tra l’anno di applicazione del Codice rosso e l’anno precedente, individuando il sesso dell’autore del reato (uomo/donna) e della parte offesa (uomo/donna), selezionando ulteriormente tra sesso autore uomo e sesso parte offesa (uomo o donna) e sesso autore donna e sesso parte offesa (uomo o donna).

In sostanza per comprendere il connotato di genere dei reati è essenziale quantificare il sesso degli autori e delle vittime.

I dati sono costanti rispetto ai due anni di riferimento.

Questi in sintesi (media tra i due anni)

maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.):

  • autori del reato: uomini 78%, donne 22%;
  • parti offese: uomini 26%, donne 74%;
  • autori del reato uomini:
  1. a) con parti offese uomini 21%,
  2. b) con parti offese donne 79%;
  • autori del reato donne:
  1. con parti offese uomini 46%,
  2. con parti offese donne 54%.

Dunque, i maltrattamenti sono commessi per la gran parte da uomini (78 %) ai danni delle donne.Quando autori del reato sono donne, le parti offese sono per la metà donne e per la metà uomini. Disaggregando i dati emerge che la gran parte dei maltrattamenti  di donne ai danni di uomini derivano da situazioni di disagio della donna (tossicodipendenza o alcoldipendenza).

  • violenza sessuale (art. 609-bis ss. c.p.):
  • autori del reato: uomini 96%, donne 4%;
  • parti offese: uomini 20%, donne 80%;
  • autori del reato uomini:
  1. a) con parti offese uomini 17%;
  2. b) con parti offese donne 83%;
  • autori del reato donne, con parti offese uomini 15%, donne 85%;

Dunque, la violenza sessuale è commessa per la quasi totalità da uomini (96%) ai danni principalmente di donne (80%), ma anche di uomini (20%);

Nei rarissimi casi in cui autori del reato sono donne (4%), le parti offese sono per la quasi totalità donne.

  • atti persecutori (art. 612-bis c.p.):
  • autori del reato: uomini 74%, donne 26%;
  • parti offese: uomini 33%, donne 67%;
  • autori del reato uomini:
  1. a) con parti offese uomini 27%,
  2. b) con parti offese donne 73%;
  • autori del reato donne:
  1. a) con parti offese uomini 45%,
  2. b) con parti offese donne 55%.

Dunque, gli atti persecutori sono commessi in gran parte da uomini (74%) ai danni principalmente di donne (67%), ma anche di uomini (33%)

Nei limitati casi in cui autori del reato sono donne (26%), le parti offese sono per la metà uomini per l’altra metà donne.

  • lesioni codice rosso (art. 582 c.p. aggravato dalla relazione);
  • autori del reato: uomini 77%, donne 23%;
  • parti offese: uomini 27% donne 73%;
  • autori del reato uomini:
  1. a) con parti offese uomini 30%,
  2. b) con parti offese donne 70%;
  • autori del reato donne:
  1. a) con parti offese uomini 46%,
  2. b) con parti offese donne 54%.

Dunque, le lesioni aggravate dalla relazione sono commesse in gran parte da uomini (77%) ai danni principalmente di donne (73%), ma anche di uomini (27%)

Nei limitati casi in cui autori del reato sono donne (23%), le parti offese sono per la metà uomini per l’altra metà donne.

  • Diffusione illecita di immagini con contenuto sessualmente esplicito (art. 612-ter c.p)

La totalità dei casi riguarda autori del reato uomini e persone offese donne.

In conclusione la violenza di genere è per la grandissima parte maschile ai danni di donne (in media 78% maltrattamenti, atti persecutori, lesioni). La violenza sessuale è per la quasi totalità maschile (96%) principalmente ai danni delle donne (80%), ma anche ai danni degli uomini (20%).

 

 I dati qualitativi: violenza da parte del partner

 Lo studio svolto nel circondario di Tivoli in collaborazione tra la Procura di Tivoli e l’Università di Torino, dipartimento di psicologia, su un campione significativo di notizie di reato del 2017 e 2018 ha consentito di confermare i dati nazionali laddove la violenza di genere è una violenza di uomini (generalmente partner, ex partner, familiari) nei confronti di donne.

Genere vittime di reati contro la persona nella Procura del Tribunale di Tivoli negli anni 2017 e 2018

Anno Vittime di genere femminile Vittime di genere maschile
2017 226 74
2018 260 70
Totale complessivo 486 144

 

Genere degli offender dei reati contro la persona nella Procura del Tribunale di Tivoli negli anni 2017 e 2018

Anno Offender di genere maschile Offender di genere femminile Offender Ignoto
2017 259 35 3
2018 281 44
Totale complessivo 540 79 3

 

Andando ad analizzare le relazioni che intercorrono tra la vittima e l’autore del reato, si può vedere che nei reati di questa tipologia intercorre nel 90% dei casi una relazione intima. Al primo posto troviamo i partner con una presenza di reati moltoelevata pari a 260 su 613 casi (45%), seguiti dai familiari con 110 casi (15%) ; seguono ex partner, sconosciuti, conoscenti con un numero medio elevato di reati che si aggira in una fascia tra 86 e 56 casi e seguono in coda i vicini di casa, lavoro, servizi assistenziali, scuola, forze dell’ordine con una quantità di reati tra l’1 e 21

Sono emersi altri dati estremamente significativi, ad esempio:

  • il 72% dei reati è commesso tra le mura domestiche;
  • nel 25% dei reati è coinvolto un minorenne.

 

 La tutela della parte offesa

  1. A) I provvedimenti precautelari (arresti).

Nella direttiva alla polizia giudiziaria si è precisato che numerosi sono gli strumenti per tutelare nell’immediatezza la vittima, dovendosi esercitare l‘obbligo di arresto per maltrattamenti e atti persecutori nonché l’allontanamento urgente dalla casa familiari dell’autore del reato. E’ quest’ultimo che va arrestato o allontanato mentre la parte offesa deve continuare a restare nella propria abitazione.

Questi i dati complessivi

Reato PERIODO 9/8/2018-5/8/2019 PERIODO 9/8/2919-5/8/2020
572 c.p. 30 32
609-bis c.p. ss 3 8
612-bis c.p. 10 10
582c.p. aggravato 32 28
TOTALE 75 78

 Allontanamenti urgenti

  • anno 2018- 2019: 8 (4 per 572 c.p. e 4 per 582 aggravato c.p.)
  • anno 2019- 2020: 9 (5 per 572 c.p. e 4 per 582 aggravato c.p.)

 

 Le misure cautelari.

Il 55% delle richieste di misure cautelari personali riguarda reati di violenza domestica e di genere. L’Ufficio Gip provvede con grande tempestività. In caso di urgenza è accaduto che la misura richiesta sia stata depositata anche lo stesso giorno o il giorno successive.

Il numero di misure cautelari è sostanzialmente pari a quello delle misure precautelari (75% degli accoglimenti, anche all’esito degli appelli). In sintesi, nel 15% delle denunce, circa, viene adottata una misura cautelare o precautelare

 Le misure di prevenzione. Di grande utilità le misure di prevenzione emesse ai sensi dell’art. 4 d.lgs. n. 159/2011: 5 nel 2019, 8 nel 2020.Il Tribunale di Roma, sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, provvede con grande celerità.

La linea interpretativa seguita dalla Procura di Tivoli per applicare la nuova legge.

 

In generale.

Queste le coordinate interpretative cui si è da tempo conformata questa Procura in tema di contrasto ai reati di violenza di genere, in linea con le ragioni per cui è stata adottata la legge cd. Codice Rosso:

  1. assicurare la maggior e quanto più rapida tutela possibile alle vittime di reato, con particolare attenzione, per ciò che rileva in questa sede, alle vittime di violenza domestica e di violenza di genere;
  2. evitare rigorosamente la vittimizzazione secondaria;
  3. assicurare una tutela effettiva, compatibilmente con le risorse disponibili.

Onere del pubblico ministero era ed è quello di adottare tutte le iniziative possibili per dare tutela effettiva e tempestiva alle vittime di reato, non limitandosi a indicazioni di carattere formale.

Ciò vale sempre, ma va perseguito con maggior rigore in presenza di reati, come quelli in esame (in particolare di maltrattamenti, stalking e violenza), in cui occorre tutelare una specifica vittima (in altissima percentuale donne) oggetto di condotte violente o delittuose ripetute nel tempo (ad opera in altissima percentuale di uomini), col rischio concreto che sia posta in pericolo l’incolumità fisica della vittima  stessa o si giunga, perfino, al suo omicidio

L’esperienza di questi anni maturata dalla Procura insegna:

  1. che le scelte organizzativa e le direttive adottate richiedono puntuali applicazioni, non sempre agevoli, dovendosi monitorare costantemente la loro attuazione;
  2. che le scelte adottate devono essere compatibili con le risorse presenti, fermo restando che il Dirigente dell’Ufficio deve assicurare adeguate risorse a chi si occupa dei reati in esame;
  3. che l’azione della Procura e della polizia giudiziaria deve essere diretta a una tutela effettiva delle vittime, ovviamente nel rispetto delle garanzie dell’indagato, nella consapevolezza che si può offrire il massimo dell’impegno, ma che alcuni accadimenti non sono prevedibili. Occorre un’organizzazione e una professionalità diretta a selezionare i casi che richiedono l’intervento a tutela, anche ad horas, da quelli che necessitano di particolari approfondimenti.

    Si esaminano quelle che sono state individuate come le due maggiori criticità della legge. Per un’esposizione completa si rinvia alle più ampie linee guida.

Obbligo di riferire la notizia di reato (modifica all’art. 347, co. 3, c.p.p.).La nuova normativa      Per assicurare una maggior tutela della vittima di reati di violenza domestica e di genere si interviene, in primo luogo, sull’art. 347, co. 3, c.p.p., equiparando i reati di violenza di genere e domestica a quelli previsti dall’art. 407, comma 2, lettera a), numeri da 1) a 6). La comunicazione della notizia di reato è data dalla polizia giudiziaria al pubblico ministero “immediatamente anche in forma orale. Alla comunicazione orale deve seguire senza ritardo quella scritta con le indicazioni e la documentazione previste dai commi 1 e 2”.     La norma in esame appare una “disposizione chiave” del nuovo assetto normativo con cui il legislatore, attraverso una modifica normativa di natura processuale, indica un’univoca direzione che deve essere assunta dalla polizia giudiziaria (così come dal PM), dando specifica “priorità” alla trattazione di questi reati. In altre parole, le carenze di risorse, umane e materiali, potranno essere addotte solo se è impossibile soddisfare le esigenze relative ai delitti, tutti, indicati dalla norma in esame, venendo – in linea generale – in secondo piano gli altri reati. Le disposizioni impartite.        L’esigenza di celerità, che sta alla base della nuova disposizione, non può operare in modo indifferenziato, ma deve essere osservata in modo diverso a seconda delle fattispecie di reato oggetto di indagine, alla gravità del fatto risultante in concreto, all’opportunità di impiegare le risorse modulandole sulle necessità di tutela della persona offesa.     Rendere tutto urgente, con comunicazione orale, avrebbe tradito lo spirito della legge; imporre la trasmissione senza indugio di qualunque notizia di reato relativa ai reati in esame non avrebbe graduato come necessario, l’urgenza di provvedere.      Alla luce di quanto scritto è stata confermata la diversa tempistica specificata nella direttiva già adottata:a)   immediata comunicazione al PM di turno per i delitti di violenza sessuale e per quelli che richiedono immediate direttive; b)  immediato deposito della comunicazione della notizia di reato qualora la polizia giudiziaria ravvisi  l’opportunità di adottare una misura cautelare, con contestuale contatto della stessa polizia giudiziaria col PM assegnatario al fine di esporre i fatti e le ragioni dell’urgenza;c)   tempestivo deposito delle altre comunicazioni di notizie di reato contenenti l’esito di tutte le attività predeterminate nella direttiva adottata. 5.3. Assunzione di informazioni nei tre giorni (modifica all’art. 362 c.p.p.).

fenomeni sociali di violenza ai danni delle donne e di violenza domestica, favorendo l’adozione di strumenti appropriati per proteggere le vittime e per perseguire gli autori di tali reati.

Informare e dare fiducia alle donne vittime di reato

Obiettivo: tentare di ridurre la diffidenza delle donne vittime di reato a rivolgersi all’ Autorità giudiziaria e alla polizia e giudiziaria.

Si tratta di un obiettivo molto ambizioso diretto a ridurre la nota percentuale di donne che non denunciano (9 su 10). Non è possibile in questa sede approfondire le ragioni della sfiducia constatate in questi anni e individuate da un’ampia letteratura, come le seguenti preoccupazioni: non essere credute e finire sotto processo, vedersi sottratti i figli con sospensione della responsabilità genitoriale, perdere ogni entrata economica, l’opposizione dell’ambiente familiare e sociale, vere e proprie pressioni o minacce, ecc.

                             

informazioni alle vittime sui loro diritti

La Procura della Repubblica di Tivoli ha predisposto un documento contenente i diritti della vittima, redatto in una forma immediatamente comprensibile, scritto con l’ausilio di una professoressa universitaria, specializzata nella semplificazione del linguaggio burocratico e giuridico.

La guida è consegnata a tutte le donne che denunciano un reato ovunque esse lo facciano (davanti a Polizia o Carabinieri). Il documento è distribuito anche in alcuni luoghi frequentati da possibili vittime di violenza (ospedali).

E’ stato già tradotto in polacco e spagnolo, previ accordi con le relative ambasciate. E’ in corso di traduzione in romeno;

Pubblicizzazione delle misure di protezione adottate

Attraverso giornali e televisioni locali il Procuratore della Repubblica comunica i più importanti provvedimenti adottati a tutela delle vittime di reati di violenza di genere per aumentare la fiducia nella risposta giudiziaria e incentivare le denunce.

Istituzione di centri antiviolenza e case rifugio. Il ruolo delle associazioni

Obiettivo: istituire centri antiviolenza e case rifugio.

E’ essenziale il ruolo dei centri antiviolenza per non lasciare sole le donne dopo la denuncia. L’esperienza insegna che solo se la donna è seguita da personale competente e specializzato e aiutata riesce a sostenere il processo. L’esame delle sentenze emesse dal tribunale (monitorate dal Procuratore) dimostra che gran parte delle assoluzioni sono motivate dalla ritrattazione delle vittime derivante da cause note (la durata del processo, il mancato sostegno dell’ambiente e della famiglia, la mancanza di risorse economiche, ecc.).

La casa rifugio è necessaria per mettere in sicurezza le donna e i loro figli quando non è sufficiente una misura cautelare nei confronti dell’autore del reato.

Di seguito gli obiettivi realizzati.

Nel 2016 non vi erano nel circondario centri antiviolenza.

La Procura della Repubblica di Tivoli ha operato con il Comune e la Regione e ad oggi sono presenti tre Centri: Tivoli, Guidonia Montecelio, Formello. Il primo e il terzo gestito da Differenza Donna, Ong di livello nazionale.

Per le case rifugio si è in attesa di decisioni da parte degli enti territoriali che si sono impegnati in tal senso nei progetti in corso e, nelle more, è in corso di realizzazione un protocollo con la Regione Lazio per assicurare un’ospitalità provvisoria in alberghi convenzionati.

 

Procedimenti NOTI periodo 1° luglio – 30 giugno
Titolo reato 2010-11 2011-12 2012-13 2013-14 2014-15 1.7.2015-30.6.2016 2016-17 2017-18 2018-19 1.7.2019-22.6.2020
609 bis c.p. 73 58 64 65 72 32 35 86 82 72
609 quater c.p. 10 10 5 7 14 9 6 10 8 9
609 quinquies c.p. 3 3 1 3 2 8 8 2 7 7
609 octies c.p. 4 3 1 0 2 0 0 0 3 5
612 bis c.p. 167 164 173 177 200 206 208 224 307 350
572 c.p. 169 190 193 242 254 247 354 473 470 531
TOTALE 426 428 437 494 544 502 611 795 877 972

 

Tabella delle notizie di reato (ogni procedimento può avere più notizie di reato)

PERIODO 9/8/18-5/8/2019 PERIODO 9/8/19-5/8/2020
REATO SESSO INDAGATO SESSO P.O. REATO SESSO INDAGATO SESSO P.O.
Art. 572 c.p. MASCHILE 487 78%  MASCHILE 95 20% Art. 572 c.p. MASCHILE 586 80% MASCHILE 125 21%
 FEMMINILE 381 78% FEMMINILE 461 79%
TOTALE FEMMINILE 131 21%  MASCHILE 58 44% TOT FEMMINILE 150 20% MASCHILE 71 47%
621 FEMMINILE 71 54%   FEMMINILE 79 53%
Art. 612 bis c.p. MASCHILE 282 72%  MASCHILE 66 23% Art. 612 bis c.p. MASCHILE 352 75% MASCHILE 111 32%
 FEMMINILE 215 76% FEMMINILE 241 68%
TOTALE FEMMINILE 108 28%  MASCHILE 46 43% TOT FEMMINILE 119 25% MASCHILE 57 48%
390  FEMMINILE 61 56%   FEMMINILE 62 52%
Art. 612 ter c.p. MASCHILE 0 0%  MASCHILE 0 0% Art. 612 ter c.p. MASCHILE 12 100% MASCHILE 4 33%
 FEMMINILE 0 0% FEMMINILE 8 67%
TOTALE FEMMINILE 0 0%  MASCHILE 0 0% TOT FEMMINILE 0 0% MASCHILE 0 0%
0 FEMMINILE 0 0%   FEMMINILE 0 0%
Art. da 609 bis a 609 octies c.p. MASCHILE 124 95% MASCHILE 21 17% Art. da 609 bis a 609 octies c.p. MASCHILE 123 97% MASCHILE 22 17%
FEMMINILE 99 83% FEMMINILE 98 83%
TOTALE FEMMINILE 7 5%  MASCHILE 5 71% TOT FEMMINILE 6 3% MASCHILE 0 0%
131 FEMMINILE 2 29%   FEMMINILE 6 100%
Art. 582 c.p. “codice rosso” MASCHILE 305 77%  MASCHILE 89 29% Art. 582 c.p. “codice rosso” MASCHILE 338 78% MASCHILE 100 30%
FEMMINILE 213 70% FEMMINILE 238 70%
TOTALE FEMMINILE 89 23% MASCHILE 43 48% FEMMINILE 94 22% MASCHILE 41 44%
395 FEMMINILE 45 51%   FEMMINILE 53 56%

 

[6] Relazione tra vittima ed offender per i reati di violenza di genere, nella Procura del Tribunale di Tivoli negli anni 2017 e 2018

 

Relazione V/O Numero di reati
SCONOSCIUTI 62
VICINI DI CASA 21
FAMILIARI 110
CONOSCENTI 56
EX PARTNER 86
PARTNER 260
LAVORO 14
SCUOLA 1
SERVIZI

ASSISTENZIALI

2
FORZE DELL’ORDINE 1
Totale complessivo 613