Speciale lezione di legalità al Convitto, “professori” d’eccezione per i ragazzi dell’Amedeo di Savoia3 min di lettura

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Procuratore nazionale antimafia Roberti
Procuratore nazionale antimafia Roberti

Procuratore nazionale antimafia Roberti “docente” d’eccezione per un giorno, importante appuntamento sulla legalità al Convitto nazionale Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta.

Nell’ambito del progetto “Cultura della legalità”, portato avanti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma, hanno partecipato all’incontro, oltre al procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Franco Roberti, il procuratore di Tivoli Francesco Menditto e il tenente colonnello dei Carabinieri Stefano Cotugno, Comandante del Gruppo di Frascati. Con loro anche il rettore Antonio Manna e la giornalista Francesca Fagnani che ha moderato il dibattito.

Tra video sui giovani criminali di Scampia e Tor Bella Monaca, un ricordo dei giudici Falcone e Borsellino, gli interventi dei relatori, i ragazzi presenti hanno avuto una lezione speciale che hanno seguito in modo interessato e partecipato.

IL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA ROBERTI

“Occorre vivere nella legalità – ha spiegato il Procuratore nazionale antimafia Roberti –, non solo come conformità al diritto vigente ma qualcosa di più ampio. La cultura è essenziale, la cultura in genere è già legalità in sé stessa. La crescente povertà e le diseguaglianze sociali, sono la causa di un radicamento ulteriore della criminalità. Così si affermano come sistema alternativo al sistema dello stato”.

“Le mafie – prosegue Procuratore nazionale antimafia Roberti – sono espansive, si propagano fuori dai confini territoriali di origine, in altre regioni ed all’estero. Si insediano, si radicano e per farlo usano la corruzione, prim’ancora che l’intimidazione. La corruzione spinge i cittadini onesti a chiudersi”.

IL PROCURATORE DI TIVOLI MENDITTO

“I ragazzi devono avere il diritto di sperare un futuro migliore – ha aggiunto il procuratore di Tivoli Francesco Menditto –. Non sempre siamo stati in grado di trasmettere i valori della nostra costituzione, nel linguaggio di ragazzi di Scampia c’è una divisione proprio sui valori fondamentali. Occorre lavorare tutti insieme per non far morire i loro sogni, noi stessi non dobbiamo perdere il sogno di poter cambiare questa situazione”.

COMANDANTE DEL GRUPPO CARABINIERI FRASCATI

“Abbiamo una grande responsabilità – ha aggiunto il comandante del gruppo di Frascati, tenente colonnello Stefano Cotugno –. Un ragazzo di 14 anni che decide di impugnare una pistola lo fa per arrivare, velocemente, a potere e soldi. Pur nella consapevolezza di entrare in qualcosa di più grande di loro, pur consapevoli che gli può costare la vita. Noi dobbiamo imparare a cambiare, a perfezionare laddove ce n’è bisogno perché le istituzioni non sempre sono state in grado di dare ai giovani un’alternativa e di infondergli abbastanza fiducia”.

IL RETTORE DEL CONVITTO PROF. MANNA

“Questo è un momento importante – ha spiegato il rettore del Convitto, Antonio Manna –, le istituzioni si sono strette, si sono alleate, per il rispetto della legalità. Stiamo rendendo continuativa e strutturata una parte importante dell’offerta formativa per i ragazzi che tratta di rispetto delle regole dell’altro, di contrasto dell’omertà e di come costruire una società più vivibile”.

IL PROGETTO DEI CARABINIERI

L’Arma dei Carabinieri, da sempre impegnata in molteplici attività istituzionali dirette a mantenere alto, vivo e forte il valore del rispetto della legge, su tutto il territorio nazionale organizza, a tal fine, d’intesa con le Autorità scolastiche competenti, anche cicli di conferenze e di incontri didattici, finalizzati alla formazione della cultura della legalità.