Rapina Sicurtecna nuovi arresti, dopo il vero “Puma” in manette aspirante “Dandy”2 min di lettura

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#NLCronaca #NLGuidoniaMontecelio – E’ passato più di un anno ma non si è fermato il lavoro dei poliziotti sulle tracce della banda che ha rubato 7 milioni di euro dal caveau della Sicurtecna alla viglia di Natale del 2012 (LA RAPINA). La storia, però, assume i contorni di un film. Tra gli arrestati era già finito “Er Pantera” esponente della banda della Magliana che, nel film Romanzo Criminale, aveva ispirato il personaggio del Puma. Ora, però, dalle nuove indagini della squadra investigativa del Commissariato di Tivoli, diretto da Maria Chiaramonte, e della Squadra Mobile di Roma, è spuntato anche un nuovo “Dandy” che pagava una prostituta per non farla “lavorare” e per tenersela tutta per sé.

DALLA FINZIONE ALLA REALTA’

I poliziotti, dopo i primi 6 arresti (L’OPERAZIONE PANTERA BIANCA) effettuati nello scorso maggio – due di loro sono stati già condannati e per gli altri è cominciato in settimana il processo -, hanno fermato altre 3 persone. Tra questi anche un bandito che in questo anno sembra aver speso parte della refurtiva per pagare una prostituta romena. L’uomo era arrivato al punto di pagarla per non farla più “lavorare” e tenersela così tutta per lui, proprio come “il Dandy” in Romanzo Criminale. Lo stesso malvivente era stato fermato anche a maggio, ma era stato scarcerato per mancanza di prove. Arrivato a casa, aveva trovato dei poliziotti intenti a perquisirgli l’abitazione e con fare sarcastico avrebbe detto agli agenti: “la gloria l’avete ottenuta, gli spicci so’ del popolo..e chi li tocca minimo per 10 anni”.

Dopo i primi fermi, le indagini sono proseguite seguendo la pista dei soldi. I componenti della banda, ancora a piede libero, erano soliti trovarsi ogni martedì a mezzogiorno in piazza Testaccio, senza mai darsi appuntamenti per telefono evitando così il rischio di intercettazioni. Il trucco, però, non gli è stato molto utile. Ad alcuni di questi incontri avrebbero partecipato anche dei parenti del Pantera che, oltre a prendere i soldi – provenienti dal bottino – per pagare gli avvocati, sarebbero accusati di tenere i contatti tra gli arrestati ed il resto della banda.

IL PROCESSO

I primi arrestati sono già finiti davanti al giudice. Il Pantera, Gianfranco Urbani, è stato condannato a 5 anni e 4 mesi con rito abbreviato. Stefano La Penna a due anni con patteggiamento ma ha avuto la pena sospesa. Degli altri quattro, uno è deceduto e per tre è cominciato il processo giovedì.

Il caveau svuotato dai banditi

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