Rifiuti: Manlio Cerroni, alla ricerca di dignità e onorabilità

166
manlio-cerroni
manlio-cerroni

Dal 9 gennaio del 2014, data del suo arresto, per Manlio Cerroni “è stato tutto un susseguirsi di procedimenti e fascicoli aperti nei miei confronti alla ricerca, permettetemi di dire, ossessiva, di un reato da ascrivermi. Fino all’ultimo, almeno spero, del 27 luglio (a ridosso della feriale) con un sequestro impeditivo esteso fino ai miei conti correnti personali che mi hai esposto ad una situazione di disdoro inimmaginabile che, nella prima fase, ha coinvolto anche mia moglie, ancora piu’ estranea a queste vicende e ai loro effetti”.

Cosi’ il proprietario della discarica di Malagrotta e attore principale della gestione dei rifiuti nel Lazio, nel corso di una dichiarazione spontanea nel processo che lo vede imputato per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e per il quale il pm ha chiesto sei anni di reclusione. “Amaro corollario di questo ultimo provvedimento, il 21 settembre ho dovuto subire anche l’umiliazione di vedermi interdetto l’ingresso a Malagrotta dall’amministratore giudiziario nominato dalla Procura e di avere contatti con i miei ex collaboratori di una vita- ha aggiunto Cerroni– Da quel 27 luglio sono sconvolto e la mia mente e il mio spirito sono travagliati da cattivi pensieri di ribellione e di proteste clamorose per fare prendere coscienza ai piu’ alti livelli del misfatto compiuto e dei tanti danni arrecati… non solo a me”. Tuttavia, Cerroni si e’ detto “sereno” e’ convinto che attraverso la decisione del collegio giudicante “riavro’ la dignita’ e l’onorabilita’ che merito, e a cui tengo piu’ di ogni altra cosa al mondo, per una vita professionale spesa al servizio della collettivita’ che ha avuto inizio il 23 settembre 1946”.

Lascia un commneto

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.