Rinviato a luglio il processo per il “mausoleo a Graziani” di Affile2 min di lettura

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#NLCronaca #Tivoli – Si è conclusa con un rinvio la seconda udienza del processo contro il sindaco e due assessori di Affile per il mausoleo dedicato al gerarca Graziani. Già nel prossimo appuntamento, fissato per il 5 luglio, potrebbe arrivare la sentenza il sindaco Ercole Viri e gli assessori Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni accusati di apologia del fascismo.

Nell’udienza di venerdì mattina il giudice non ha accettato la richiesta di costituzione di parte civile presentata da alcuni comuni che hanno subito eccidi nazifascisti (Stazzema, Marzabotto, Massa, Carrara e della provincia di Massa Carrara), mentre ha dato il “via libera” all’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani).

Il processo è partito dalla denuncia proprio di un partigiano dopo l’inaugurazione di un mausoleo ad Affile, realizzato con un contributo di 34 mila euro concesso nel 2012 dall’allora Governatore del Lazio Renata Polverini, intitolata a Graziani. Il gerarca fascista, responsabile di migliaia di morti mentre al comando delle truppe italiane in Etiopia, era cresciuto ad Affile.

Dalla difesa sostengono che non si tratti di un mausoleo ad Affile ma di un monumento al Soldato (come da richiesta di finanziamento alla Regione Lazio) con i ricordi dei soldati affiliani morti in battaglia e, tra questi, anche quello di Graziani. 

Per la parte civile, invece, Graziani era un fascista, inserito dall’Onu nella lista dei criminali di guerra per l’uso di gas tossici e per i bombardamenti sugli ospedali della Croce Rossa (anche se non venne mai processato), ed un sacrario del genere “sfida le leggi della Repubblica e non ci può limitare a dire che Graziani era un personaggio importante del paese, come se a Corleone facessero un monumento a Totò Riina” ha spiegato uno dei legali di parte civile, Francesco Mandarano.

Anche durante l’udienza di venerdì fuori al Palazzo di Giustizia di viale Arnaldi si è tenuto un sit in dell’Anpi e di alcuni militanti antifascisti di Affile, Tivoli e della Valle dell’Aniene.

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