Screening per la prevenzione dell’ambliopia a bambini di età 5-6 anni3 min di lettura

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L’organizzazione del Lions club Tivoli Host, la disponibilità della prof.ssa Sandra Vignoli, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Tivoli II-Tivoli centro, la collaborazione professionale del centro Polispecialistico IGEA Medica, hanno reso possibile, per il secondo anno consecutivo, uno screening per la prevenzione dell’ambliopia rivolto a bambini di età 5-6 anni. Nel corso di due giornate,i medici dott. Tommaso Mascaro e dott. Giovanni Cuozzohanno eseguito test gratuiti ad oltre 100 bambini frequentanti la scuola dell’infanzia Igino Giordani di Tivoli ed il plesso scolastico di San Polo dei Cavalieri.Al termine dello screening è stato rilasciato agli insegnanti un referto da trasmettere ai genitori con l’indicazione, laddove ce ne fossero gli estremi, di sottoporre il bambino ad una visita specialistica.

Il prof. Luigi Zompatori

L’ambliopia– ci dice il prof. Luigi Zompatori direttore dell’UOC di oculistica dell’ospedale di Tivoli – è una malattia degli occhi che interessa i bambini nei primissimi anni di vita e consiste nell’avere un occhio con una differenza sostanziale di visione rispetto all’altro: questo è un occhio ambliopico, detto anche occhio pigro. E’ una malattia che può essere silente, nel senso che un bambino può nascere con il difetto di vista che però non manifesta, soprattutto nei primi anni di vita, perché per lui è normale vedere in quella maniera. Sta ai genitori, alla scuola (come l’operazione di screening sopra descritta), alle aziende sanitarie prendere iniziative per sottoporre a controllo i bambini nei primi anni di vita per rendersi conto se gli occhi mandano al cervello immagini simili.  Se ciò non avviene, il nostro sistema visivo incontra difficoltà a fondere immagini diverse e per evitare di percepire una visione alterata, con un meccanismo automatico di soppressione, inibisce l’attività dell’occhio ambliope. L’ambliopia –prosegue il prof. Zompatori -non si può evitare perché ognuno nasce con un suo apparato visivo, ma la si può curare e sconfiggere,fondamentale però è una diagnosi precoceed un  trattamento tempestivo, per cui l’arma migliore resta la prevenzione con visite di screening da effettuare già all’età di sei mesi e controlli periodici nel corso dei primi 5-6 anni di vita. L’età limite è 10/11 anni, oltre il bambino rimarrà sempre con un occhio ambliopico che non si svilupperà; la miopia diventerà stabile e non si potrà più avere una visione identica degli occhi, necessaria per una visione  stereoscopica che, anche se non indispensabile nella vita di tutti i giorni, può incidere sui futuri progetti lavorativi, in quanto tale requisito è ritenuto indispensabile per alcune professioni”. Professore ha già detto che si tratta di una malattia silente che spesso sfugge all’osservazione dei genitori; può suggerire loro un qualche metodo empirico per fare in casa un primo screening? “ Certo ecco un semplice esercizio da fare con il bambino: ponete un po’ distante da voi una persona, un gattino, un oggetto e invitate il bambino ad osservarli coprendogli alternativamente un occhio con una mano. Nel caso ci si accorgesse che c’è una differenza di visione tra i due occhi, si renderà necessaria una visita specialistica per un esame più attento e profondo. Questa banale operazione condotta come un gioco, è a tutti gli effetti uno screening fatto in casa, che non sostituisce la visita oculistica, ma può far scattare un serio campanello di allarme”. (Vincenzo Pauselli)

 

 

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