Scuola: presidi e consigli d’istituto disorientati da continuo cambio regole2 min di lettura

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Scuole chiuse fino al 15 marzo

“Dalla fine del lockdown, le scuole, i dirigenti e i Consigli di Istituto hanno atteso molto tempo le indicazioni ministeriali e regionali per la ripartenza dell’anno scolastico. Spesso, gli organi collegiali di Roma e del Lazio sono stati messi in stand-by per attendere i dettagli prima di deliberare piani tecnici e organizzativi. Ma pur senza precise indicazioni, ogni scuola ha lavorato indefessamente per individuare le migliori condizioni per la riapertura di ogni singolo istituto. Quando finalmente sono state pubblicate le attese direttive, a fine luglio, c’e’ stata la corsa dei dirigenti, degli staff tecnici, dei Collegi docenti e dei Consigli di Istituto di ogni singola scuola a formulare ricalcoli per il distanziamento, richieste di potenziamento dell’organico, studi tecnici per l’ampliamento dei locali, contatti per l’affitto di sale esterne e riorganizzazione della didattica e delle classi.

Ma se il quadro delle regole di base cambia ancora una volta, come dalla pubblicazione ferragostana delle ultime indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, e’ naturale che si resti quantomeno disorientati”. E’ quanto si legge in una nota del Coordinamento Presidenti Consigli d’Istituto di Roma e Lazio. “A Roma citta’- continua il comunicato- in cui i problemi di natura strutturale si moltiplicano in modo esponenziale, scontiamo i ritardi che Citta’ Metropolitana ha accumulato. Nodi che ora vengono al pettine tutti insieme. Sulle responsabilita’ dei Dirigenti scolastici e, di conseguenza, sui lavori dei Consigli di Istituto di ogni scuola laziale, si stanno scaricando le distorsioni di un sistema lento, parcellizzato e ondivago.

Il Coordinamento dei Presidenti dei Consigli d’Istituto di Roma e Lazio comprende le perplessita’ dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio e si affianca alla richiesta di chiarezza sulla calendarizzazione dei lavori e delle consegne dei banchi e sedie. E, oltre a richiedere una procedura snella per la dismissione dei banchi e materiali obsoleti- conclude la nota- chiede alle Istituzioni locali di avviare un tavolo di lavoro concertato affinche’ le regole di sicurezza delle comunita’ scolastiche romane e laziali siano omogenee e davvero efficaci”.