Separazione delle carriere in magistratura, al Tribunale di Tivoli raccolte di firme per la nuova legge2 min di lettura

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Separazione delle carriere in magistratura, tribunale di Tivoli
Separazione delle carriere in magistratura, tribunale di Tivoli

Separazione delle carriere in magistratura, al Tribunale di Tivoli raccolte le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare. A coordinare la raccolta sono stati gli avvocati tiburtini che così hanno spiegato il senso della proposta “Ti piacerebbe essere giudicato da un arbitro che indossa la stessa maglia della squadra avversaria?”.

 

DALLA CAMERA PENALE DI TIVOLI

Bellissima giornata di partecipazione nel Tribunale di Tivoli. Oggi la Camera Penale, aderendo all’iniziativa nazionale, ha raccolto in appena 4 ore ben 111 firme per la proposta di legge di iniziativa popolare avente ad oggetto la separazione delle carriere in magistratura. Sotto la supervisione del responsabile, l’Avv. Valter Cara, e del consigliere comunale, l’Ing. Laura Di Giuseppe, a decine sono confluiti per aderire ad un’iniziativa che mira a risolvere uno dei problemi maggiori del settore Giustizia: la non attuazione del Giusto Processo espressamente previsto dall’art. 111 Cost. a causa della mancata separazione delle carriere fra magistrati inquirenti e magistrati giudicanti. Questa proposta garantirebbe una vera e concreta imparzialitá del Giudicante rispetto alle parti processuali (PM e difensore dell’imputato), poiché troppo spesso si  assiste a prassi giudiziare in cui chi giudica colma le lacune investigative, andando ben oltre il proprio ruolo “super partes”, finanche ovviando alle incapacitá di chi investiga a scapito degli accusati. La battaglia é certamente culturale, ma ormai é ineludibile perché con sempre maggior frequenza vengono messe a repentaglio o svuotate di significato le garanzie processuali, al solo fine di “aiutare” chi fino al momento del processo non é stato in grado di svolgere appieno il proprio ruolo di Accusa. Invece, nel processo penale, chi accusa e chi difende si dovrebbero confrontare al cospetto di chi giudica, ognuno nella consapevolezza del limite del proprio ruolo. Non possono ammettersi straripamenti nella funzione altrui, evenienza ormai frequente a causa di quelle tendenze giustizialiste che inducono i Giudicanti a stare sempre più spesso dalla parte del PM, mortificando l’idea stessa del Giusto Processo, della paritá fra le parti processuali e delle garanzie degli accusati.

Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Tivoli