Subsidenza Villalba, la storia infinita

1986

Subsidenza: protagonisti circa quattrocentosettanta cittadini, centosettantaquattro nuclei familiari, nove attività commerciali. Sono passati cinque anni dall’esito degli studi sulla subsidenza a Villalba (I Villini) e Tivoli Terme, e finalmente è arrivato l’ok regionale sui tempi di assegnazione degli ultimi appalti.

Gli stabili privati di Villalba “ricadenti all’interno del secondo comparto di interventi” (via Molise, via Lombardia) verranno messi in sicurezza, “perché – scrive in una nota il commissario delegato a fronteggiare il fenomeno della subsidenza – sono state espletate le procedure di gara per l’esecuzione dei lavori”. In questi cinque anni i residenti hanno affrontato situazioni difficili, paure, disagi e molti sono ancora fuori casa, costretti a pagare spese di affitto e di deposito degli arredamenti. Cinque anni fa la Giunta regionale Storace aveva incaricato le Università di Roma Tre e La Sapienza di effettuare uno studio sul territorio di Tivoli Terme nel Comune di Tivoli e Villalba nel Comune di Guidonia Montecelio. A giugno 2005 sono stati consegnati gli studi: “negli ultimi anni (dal 2001) la forte accelerazione del fenomeno di subsidenza sta provocando gravi danni alle costruzioni”. A seguito di ciò la Regione Lazio aveva chiesto immediatamente lo stato di emergenza, dichiarato per i territori interessati al fenomeno di subsidenza nel Comune di Tivoli e Guidonia Montecelio con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (29/09/06). A questo punto il Comune di Guidonia Montecelio prendeva in considerazione l’ipotesi di un piano di riqualificazione del quartiere Villini. Veniva incaricato l’architetto Vezio De Lucia che all’epoca proponeva la demolizione e ricostruzione di tutte le abitazioni della zona dei Villini e la delocalizzazione del 50% di esse. L’architetto, inoltre, su richiesta dell’Amministrazione comunale, aveva fatto un’ipotesi di conto economico ma le somme messe a disposizione dalla Protezione Civile non erano però sufficienti a coprire anche le spese di realizzazione delle infrastrutture di un nuovo quartiere. Si era quindi ipotizzato un intervento economico del cittadino di circa 80.000 euro per una casa di 100 mq (oltre il lotto d proprietà). I cittadini, quindi, a fronte di una spesa così elevata a proprio carico, le lungaggini dei tempi di realizzazione prospettate e dopo tre anni di incertezze, hanno preferito, a maggioranza, il consolidamento dell’alloggio. Le ipotesi di demolire e ricostruire gli stabili furono abbandonate a favore di lavori di consolidamento degli stabili ancorando attraverso micropali le abitazioni al travertino sottostante uniti poi da cordoli. La Protezione civile, il Sindaco, i Comitati dei cittadini in un tavolo comune hanno concordato le procedure tecniche amministrative per la messa in sicurezza degli alloggi e solo nell’ottobre 2009 sono iniziati i lavori del comparto n. 3 (via Napoli). A seguire sono stati appaltati i lavori del comparto n. 1 (via Abruzzo e la via adiacente alla ferrovia). Il 15 ottobre 2009 è stato pubblicato il bando per l’affidamento dei lavori del comparto n. 4 (via Firenze, via Genova, via Torino, via Udine) e, per ultimo, il comparto n. 2 (via Molise, via Lombardia). All’inizio di giugno si è aperto il cantiere anche di questo comparto, iniziando da via Lombardia, dove ci sono le due case da demolire, sgomberate a dicembre 2005 con ordinanza del Sindaco. I lavori di consolidamento per questo comparto interesseranno gli edifici di via Lombardia, ai civici 60, 68 e 70, quello sito in via Molise, al numero 7. Il sindaco di Guidonia Eligio Rubeis, una volta emesso il provvedimento d’urgenza, dovrà attivarsi per reperire alloggi provvisori da mettere a disposizione degli “sfollati”. I costi saranno a carico del dipartimento della Protezione civile presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, organismo delegato a gestire anche economicamente le emergenze. Ad ogni nucleo spetterà un contributo massimo di 400 euro mensili. Restano per ora fuori dal raggio di intervento, gli edifici ricadenti all’interno del terzo lotto per i quali l’amministrazione di Guidonia resta in attesa di indicazioni dalla Regione. Il problema è che, essendo il fenomeno della subsidenza un fenomeno costante, c’è il rischio oggettivo che nel tempo vengano danneggiate altre costruzioni. La cosa paradossale è che, dal momento della richiesta di intervento da parte dei cittadini proprietari di abitazioni danneggiate, è passato del tempo e diverse altre se ne dovrebbero aggiungere ma la consegna dei moduli di richiesta e segnalazione non è più possibile. Per farla breve e semplificando molto sono stati chiusi i termini per la presentazione della domanda. Alla richiesta di ottenere dalla Protezione civile la cifra finora spesa per la progettazione, gli interventi di consolidamento e per lo stato di emergenza, ad oggi non c’è stata data risposta.