Subsidenza a Villalba, non c’è tregua per le vittime1 min di lettura

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Per le vittime della subsidenza a Villalba di Guidonia non c’è tregua tra emergenza chiusa, nuovi crolli e azioni legali e i tanto attesi, e mai arrivati, contributi abitativi. Solo il comparto di via Napoli ha ricevuto un acconto. A venire giù, proprio davanti una troupe televisiva, un balcone in via Abruzzo. I lavori in quell’edificio, sgomberato quasi due anni fa per consentire i lavori di consolidamento, tardano ad iniziare e l’abitazione continua ad essere lesionata dal fenomeno. “Ogni giorno mi promettono che a breve inizieranno i lavori – racconta il proprietario – ma per il momento ancora niente. Siamo fuori di casa da quasi due anni e continuiamo a pagare l’affitto di una garage dove teniamo il mobilio”. Nessuno, fortunatamente, passato sotto quel balcone al momento del crollo. I residenti, rappresentati per la maggior parte dal Comitato Città Termale Tivoli Terme – Villalba, non ce la fanno più. Sono ancora in attesa degli ormai famosi contributi alloggiativi previsti per far fronte, almeno in parte, al disagio dello sgombero. Lo stato di emergenza comunque è stato chiuso due anni fa. Pronti quindi a rivendicare i propri diritti, anche attraverso azioni legali: “Troppi i diritti non rispettati e i disagi causati da carenze ed omissioni”, ha detto più volte il presidente del Comitato, Salvatore Ravagnoli. Il Comune ha recentemente annunciato l’arrivo di 362mila euro: 212 dalle proprie casse e 150 dalla Regione come anticipo per tre comparti. “Vogliamo sapere – dice ancora Ravagnoli – quanto è il dovuto per ciascuno e se questi calcoli sono stati fatti: chi ha sbagliato deve pagare. Quei soldi erano stati stanziati per l’emergenza ed alla fine saranno i contribuenti di Guidonia Montecelio a pagare. Ogni responsabilità va chiarita”.

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