Terme Acque Albule: contenziosi sul mancato pagamento della Tassa di Soggiorno2 min di lettura

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#NLCronaca #Tivoli – Tasse ed imposte, ancora polemiche tra Acque Albule e Comune. Il campo di battaglia, questa, volta è stata l’aula consiliare di palazzo San Bernardino e l’occasione le audizioni dei rappresentanti legali delle tre società partecipate del Comune. Sul piatto ballano i soldi di tre anni di imposta di soggiorno ed un accertamento dell’Andreati Tributi per la tassa sui rifiuti da circa 1.5 milioni per l’ultimo quinquennio. In questo caso non si tratta di fatture inevase, tutte sarebbero state saldate regolarmente, ma di superfici dello stabilimento oggetto di un contenzioso sulla destinazione d’uso e, quindi, sulle tariffe da applicare.

“Su tutte le altre imposte, anche quella sui rifiuti, siamo in regola” ha spiegato in aula il consigliere d’amministrazione, rappresentante i soci privati, Bartolomeo Terranova

 

LA TASSA SI SOGGIORNO

Proprio in risposta a diverse domande, di consiglieri tanto di maggioranza quanto di opposizione, è emerso che l’hotel delle Terme, il Victoria, non paga la tassa di soggiorno. L’imposta, introdotta a Tivoli nel 2012, è stata oggetto di un contenzioso e di un ricorso al Tar e così la società, al 60 % di proprietà del Municipio, non eroga il corrispettivo relativo ai pernotti dei turisti.

Il ricorso, presentato allora dalla Sirio Hotel in quanto proprietaria di strutture in zona e di azioni delle Acque Albule e quindi anche dell’albergo delle Terme, ancora non è stato giudicato dai giudici. “L’imposta non è stata pagata perché non mi è piaciuto come è stata fatta la delibera – ha aggiunto Terranova -. La delibera è stata impugnata per due principi. Tivoli non è inserita nell’elenco delle città turistiche. Inoltre c’è scritto che erano stati sentiti i rappresentanti del settore, dovevano specificare chi”.

TARES E TASI

Altro fronte è la tassa sui rifiuti, regolarmente versata ma oggetto di un contenzioso da parte della società incaricata del Comune di scoprire aree non registrate, o erroneamente registrate, nell’elenco delle utenze Tasi. Oggetto della “cartella” diverse aree dello stabilimento, dall’albergo allo stabilimento termale, “per circa 350 mila euro l’anno, compresi more ed interessi, per cinque anni. Un totale di circa 1.5 milioni”.

“Se dobbiamo finanziare l’Asa con questi maggiori ricavi, ditelo. Questa maggiorazione è assurda, sono stati fatti questi calcoli senza vedere le destinazioni d’uso. Dovrebbe valere il principio tanto rifiuto produco e tanto pago, invece non se ne tiene conto. Non si tiene conto neanche della stagionalità delle nostre attività. Le piscine sono aperte solo pochi mesi, a esempio. E poi andrebbe rivisto il regolamento della Tasi, ammesso che si paghi per utenze l’albergo Victoria  è stagionale e poi non si contane le stanze che restano chiuse. Il pagamento andrebbe effettuato in base alle presenze”.

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