Tivoli, all’alba fiamme in uno sfasciacarrozze2 min di lettura

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Tre quartieri invasi dal fumo nero e dalla puzza di plastica bruciata, brutto risveglio ieri mattina per La Botte, Collenocello e Campolimpido.

Un incendio divampato prima dell’alba in un autodemolitore, in cui sono bruciate circa 100 auto di quelle accatastate, ha svegliati i residenti della zona con i botti causati dagli pneumatici e dai vetri che scoppiavano a causa del fuoco. “Sembrava di stare a Beirut, ci siamo svegliati tutti” ha raccontato un residente.
Sul posto hanno operato per tutta la mattina diverse squadre dei vigili del fuoco di Tivoli e di Roma. Per avere ragione dell’incendio, dalle 5 di mattina fino alle 8, ci sono voluti quattro camion e due mezzi “speciali” attrezzati per i respiratori, indispensabili per potersi avvicinare alle fiamme senza rimanere intossicati dal fumo, e per le “schiume estinguenti”, prodotti speciali che si usano nel caso di incendi di materie plastiche. I pompieri hanno continuato a lavorare fino alle 12 per bonificare l’area. Sul posto anche tre volanti del commissariato di Tivoli, gli agenti diretti da Giancarlo Sant’Elia hanno messo in sicurezza l’area permettendo ai vigili del fuoco di operare agevolmente.
Sono ora in corso i rilievi per appurare le cause del rogo, che dai primi accertamenti sembrerebbero essere accidentali. La struttura, comunque, è a norma con le diverse normative in materia di sicurezza ed antincendio ed è stata controllata dopo un analogo incendio che, nel gennaio del 2011, distrusse tutte le vetture accatastate nell’area – oltre 300. Anche due anni le fiamme si svilupparono prima dell’alba e tutta l’area fu svegliata dai boati e dalla puzza di plastica bruciata.
Da alcuni residenti della zona, però, si sono levati cori di proteste per la presenza dell’autodemolitore in un’area che è sempre più abitata: “Siamo al secondo incendio, per fortuna la mattinata era ventosa ed il fumo e la puzza sono stati dispersi. Altrimenti avremmo avuto le case invase. Non si può vivere in questa situazione, in questa zona stanno continuando a costruire case e ci sono sempre più residenti. Oramai questa struttura è in mezzo ai palazzi”.

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