Tivoli Calcio: intervista al direttore sportivo Enrico Pagliaroli

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La Tivoli riparte da Enrico Pagliaroli come direttore sportivo, al ritorno dall’esperienza con l’Aprilia, e punta sul 45enne Giorgio Galluzzo in panchina per fare il balzo in classifica e passare da una salvezza all’ultima giornata alla prima metà della graduatoria nel campionato di Serie D 2023/2024. Il ds Pagliaroli punta a diventare “profeta in Patria”, titolo che nel calcio in pochi possono vantare.

Pagliaroli, come è stato il ritorno a casa?

“E’ sempre bello trovare una porta aperta e qualcuno disposto ad accoglierti di nuovo. Non mi aspettavo una manifestazione d’affetto così forte sia da parte della società che da parte dei tifosi. Questo non fa che aumentare il senso di responsabilità che ho nei loro confronti. Pertanto il mio primo obiettivo è ripagare nel migliore dei modi con impegno, sacrificio e professionalità, la fiducia che tanti nella mia città nutrono verso di me”.

Quali sono gli obiettivi di quest’anno della Tivoli?

“La Tivoli è una società gloriosa che, negli ultimi anni, ha collezionato successi, pertanto l’obiettivo non può che essere quello di raggiungere il massimo obiettivo possibile. Senza porsi dei limiti. Ovviamente tutto ciò passa attraverso un grande lavoro di squadra tra tutte le componenti della società. I risultati importanti si ottengono sempre quando tutti gli ingranaggi girano nella stessa direzione”.

C’è un giocatore che ti piacerebbe portare nella Tivoli?

“Non posso dirti un giocatore in particolare, ma stiamo cercando elementi importanti sia dal punto di vista tecnico che umano. Tivoli è una piazza importante e ha bisogno prima di uomini che giocatori. Ovviamente, di concerto con la società, stiamo scandagliando il mercato per individuare profili che possano indossare i colori amarantoblù senza sentire il peso della responsabilità”.

Quali novità cercherai di apportare?

“Più che novità cercherò di dare una mano nel rinforzare ancora di più il progetto famiglia così tanto caro alla Tivoli Calcio. Ci sono tante ragioni, motivi o interessi, per cui si fa calcio. Mentre penso che la credibilità di questa società passi dalla sua struttura di tipo familiare dove il calcio è solo volontà di fare bene. Tutto questo condito da figure professionali che rappresentano un connubio che, se fortificato e difeso, potrà, per la soddisfazione di tutti, regalare tanti bellissimi momenti”. (Danilo D’Amico)