Tivoli e Valle dell’Aniene, il turismo sbarca ad Assisi3 min di lettura

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Villa Gregoriana
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Una rosa con tante spine, il turismo di Tivoli sbarca ad Assisi per il World heritage tourism expo con una valigia carica di speranze e problemi da risolvere. La fiera organizzata dall’Unesco, che si è tenuta dal 21 al 23 settembre in Umbria, ha fornito l’occasione per tirare un bilancio della situazione e tracciare le strade per il futuro.
I dati sull’affluenza nelle due ville tiburtine patrimonio dell’umanità, Adriana e d’Este, non sono affatto buoni ed il fatto che ricalchino le medie nazionali non può certo far sorridere. La dimora dell’imperatore Adriano “tiene” rispetto allo scorso anno, a fronte di un aumento di circa mille paganti si registra una diminuzione di più di mille visitatori non paganti. Villa d’Este, invece, ha avuto un calo del 10 cento. Non sarebbe a rischio, comunque, il decimo posto nella classifica dei siti più visitati in Italia in quanto anche gli altri monumenti hanno registrato una diminuzione dei visitatori.
“Mal comune non è sicuramente mezzo gaudio”, ha commentato dal Wte di Assisi l’ex assessore Vincenzo Tropiano, titolare della delega al Turismo fino all’azzeramento della giunta di venerdì, che giustamente sosta in alto l’asticella degli obiettivi: “ritengo che il nostro sia un territorio meraviglioso e che dobbiamo, per forza, andare in controtendenza”.
Un discorso pienamente condivisibile, se non fosse che di passi in avanti da fare per raggiungere un tale obiettivo ce ne sarebbero molti. Eventi, comunicazioni, organizzazione, investimenti e non ultimo decoro, qualcosa sin’ora è stato fatto ma stando anche ai risultati raggiunti non basta di certo.
“L’impegno profuso in questi due anni è stato costante, tanto che nel 2011 si è registrato un netto aumento delle visite, ma a questo punto, dati alla mano, non è più sufficiente – continua Tropiano – Dobbiamo fare molto di più per un città come Tivoli. Credo che il turismo debba essere la punta, il vertice, e che tutti gli altri settori debbano essere funzionali al turismo”. Anche perché maggiori servizi, più eventi, non servirebbero solo per attirare più turisti ma anche per migliorare la qualità della vita dei tiburtini. Vedere strade pulite, per esempio, non sarebbe solo un biglietto da visita della città per i visitatori, ma servirebbe anche a far vivere meglio i residenti.
“Serve uno sforzo, non necessariamente economico, ma anche organizzativo e programmatico – continua Tropiano – Diventa essenziale accelerare su alcune questioni rimaste in sospeso come il Qr Code o l’installazione di nuovi cartelli informativi. Spero che da qui alla fine del 2012 l’amministrazione guardi con attenzione questi progetti per poter partire nel 2013 col piede giusto. In questo salone di Assisi stiamo incontrando molti tour operator. Ma oltre a portare nuovi turisti a Tivoli, dobbiamo anche lavorare per farli tornare in futuro. I lavori di riqualificazione iniziati nel centro storico saranno fondamentali, ancor di più in vista dell’imminente chiusura del cantiere del Santuario d’Ercole Vincitore”.
I dati forniti dall’Unesco tracciano la strada da seguire. Nelle strutture ricettive di Tivoli i pernotti degli italiani sono diminuiti del 18 per cento, sono passati da 28 mila nei primi sei mesi del 2011 a 26.300 nello stesso periodo del 2012, mentre gli stranieri sono aumentati del 16 per cento, da 10.600 a 12.100. C’è da registrare, comunque, anche un calo generale di quasi il 5 per cento, da 28 mila presenze a 26.300.
“Il turismo in Italia è in crisi, ma ci sono altri stati dove la congiuntura si sente di meno. Chi può portare economica e risorse? – la risposta è scontata – Solo nella giornata di venerdì abbiamo parlato con oltre cento operatori internazionali degli Usa, Israele, Francia, Austria, Olanda, Russi e, per la prima volta, tanti tour operator Spagnoli. L’Unesco ha anche organizzato un incontro con 43 operatori cinesi. Con questi incontri contiamo di far arrivare a Tivoli nuovi turisti, ma è chiaro che questi tour operator si aspettino, oltre alle nostre bellezze, anche un’accoglienza decente”.

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