TIVOLI ELEZIONI/4. Intervista a Stefano Cianfriglia, presidente dell’Unione Commercio e Turismo

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Quarto appuntamento con le riflessioni cittadine verso le comunali del 9 giugno con l’ascolto di personalità del nostro territorio. In questo numero l’analisi e le idee di Stefano Cianfriglia, presidente dell’associazione Unione Commercio e Turismo. Proprio il commercio, settore nevralgico per qualsiasi territorio, può rappresentare un importante strumento di rilancio dell’economia locale. In un’ottica di rete, dove ogni settore è complementare agli altri, anche i negozianti possono e devono giocare un ruolo chiave.

Tivoli e il commercio. Perché questo settore è cruciale per la Città?

Il commercio ha un ruolo importante per l’economia, anche in una città come Tivoli in cui sono sviluppati altri settori come il turismo, i servizi e gli uffici, sia pubblici che privati. Il commercio ottiene indubbi benefici dalla presenza di tutte le altre attività e, al tempo stesso, le sostiene rendendo più attraente e accogliente il comune.

Il commercio, in passato, è stato un elemento che ha attirato a Tivoli moltissime persone. Oggi?

Oggi non è più così. In passato la nostra città è stata il centro commerciale della Valle dell’Aniene. Purtroppo, ormai da troppo tempo, non è più così. La nostra colpa è stata quella di non essere stati in grado di evolverci. Non siamo stati in grado di restare al passo con le nuove realtà che si stavano sviluppando e penso, in primis, ai centri commerciali. Tivoli è una città di estrema importanza e rilevanza, sotto molteplici aspetti, ma da sempre vengono sfruttati poco o male.

Che connubio ci può essere con il turismo?

Commercio e turismo dovrebbero procedere seguendo rotte parallele. La nostra associazione si chiama proprio Unione Commercio e Turismo. Già il nome dovrebbe dire tutto. Ci deve essere interazione e sinergia tra commercio e turismo. A mio parere questa la strada obbligata se vogliamo risollevare il commercio e bloccare la chiusura delle serrande.

Cosa serve per rilanciarlo?

Per rilanciare e fermare le chiusure delle attività dobbiamo comprendere l’importanza di essere uniti creando rapporti di collaborazione fattiva tra commercio, turismo e attività di ristorazione.

Che rapporto dovrebbe esserci con il settore food?

Oggi viviamo nella città un momento particolare e di trasformazione. Al centro di Tivoli le attività di ristorazione hanno preso il sopravvento e stanno diventando il traino economico del territorio insieme allo sviluppo del turismo. Unire le forze, insieme, consentirebbe di attirare ancora più investimenti, avere nuove aperture e nuovi posti di lavoro.

Cosa può fare l’Amministrazione?

Chiaramente serve anche la partecipazione dell’Amministrazione comunale. Basterebbe, per iniziare, avere un assessore dedicato alle Attività Produttive e uno al Turismo. Questo rappresenterebbe già un gran segnale. Prima di pensare a investimenti e grandi progetti, poi, occorrerebbe cominciare anche con le piccole cose. Fortunatamente Tivoli è una realtà vivace con tante Associazioni che si prodigano nell’organizzare eventi, manifestazioni e feste. Anche solo supportandole, semplificando i passaggi burocratici, costituirebbe un utile supporto.

Cosa serve per uscire dalla crisi?

Basterebbero i concetti espressi nel nostro nome, Unione Commercio e Turismo. Racchiude quelli che secondo noi sono i passaggi obbligati per uscire da questa situazione. Sarà importante avere un Sindaco che abbia un rapporto diretto con il territorio e con chi lo rappresenta. A Tivoli c’è un grande potenziale ancora inespresso, serve portarlo alla luce e sostenerlo.