Tivoli, emergenza rifiuti. Gallotti: “L’Asa affondata da chi non vuole il bene della città”3 min di lettura

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L’ex sindaco Sandro Gallotti interviene sulla crisi che sta attraversando l’Asa e che ha provocato l’emergenza rifiuti nelle strade di Tivoli.

Strade piede di rifiuti, dipendenti in sciopero perché non percepiscono lo stipendio, debiti che aumentano e crediti che non vengono riscossi. E’ la situazione dell’Asa Spa di Tivoli, la società che si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti, arrivata oggi al culmine della crisi.
Il cammino in discesa dell’Asa, che oggi sembra senza freni verso un precipizio, è iniziato da anni e di recente ha subito un’accelerazione spaventosa. A temere il peggio era stato sin dall’inizio del suo mandato l’ex sindaco Sandro Gallotti che oggi torna sull’argomento raccontando fatti e chiarendo responsabilità politiche e amministrative.
“Sullo stato di crisi che sta attraversando l’Asa spa – ha spiegato Sandro Gallotti – è necessario fare chiarezza e raccontare la reale situazione della società municipalizzata del Comune di Tivoli.
Quello che sta accadendo in questi giorni, con le strade invase dai rifiuti e i lavoratori che non percepiscono lo stipendio, è uno scenario che poteva essere evitato. Durante la mia amministrazione portammo avanti almeno due iniziative che avrebbero potuto affrontare i problemi dell’Asa per arrivare ad una risoluzione concreta.
Quando siamo arrivati in Comune – ha raccontato Gallotti – ci siamo resi conto della difficile situazione che viveva l’Asa, frutta di anni di gestione non all’altezza. La priorità è stata quella di risolvere i problemi finanziari. Negli anni passati ogni volta che l’Asa aveva bisogno di soldi veniva fatto uno scoperto di conto con le banche, e ciò per l’azienda aveva un costo elevatissimo. Quindi per prima cosa abbiamo avviato delle trattative con le banche che ci permettessero di abbattere i costi ed arrivare ad un graduale rientro del debito. Una soluzione che viene adottata da diverse società che hanno questo genere di problemi finanziari e che alla fine permette di salvare servizi e posti di lavoro. Era tutto pronto, con le banche avevamo raggiunto l’intesa ma all’ultimo momento il gruppo di Alleanza per Tivoli, questi scienziati della politica, si sono opposti ed hanno fatto saltare tutto. Quello poteva essere un importante passo avanti per l’Asa, non avrebbe azzerato ogni problema è chiaro ma avrebbe dato modo all’azienda di avere una grande boccata d’ossigeno. Alleanza per Tivoli non ha permesso questo passo, già all’epoca c’erano i segnali della loro politica del non fare, del distruggere. Il loro obiettivo è stato sempre quello di non permettere i crescere agli altri a discapito della città e dei tiburtini tutti. Un sentito grazie va al profeta Ezio Fiorenzi e i suoi accoliti che gestiscono tutt’ora, con i risultati purtroppo ben evidenti, la presidenza dell’Asa spa”.
L’ex sindaco spiega anche la seconda mossa che avrebbe rilanciato l’Asa una volta arginati i problemi finanziari: “Proprio per confermare che l’Asa è sempre stata una priorità per l’amministrazione di centrodestra è doveroso ricordare anche un altro percorso intrapreso per mantenere, anzi migliorare, il servizio. Era allo studio l’elaborazione di un bando per il servizio di igiene urbana per ricostituire la struttura secondo i profili più convenienti per il Comune e soprattutto per gli interessi della comunità. Un bando che avrebbe avuto come condizione indiscutibile l’assunzione di tutti i dipendenti attualmente in forza all’Asa e l’avvio della raccolta differenziata porta a porta. Avremmo garantito ogni posto di lavoro. E non sono chiacchiere ma fatti, come sono fatti veri l’aver assunto a tempo pieno e indeterminato le decine di precari che da anni prestavano la loro opera all’Asa sempre con contratti a tempo determinato e senza nessuna sicurezza”.
In conclusione una secca replica alle accuse del Partito democratico nei confronti dell’amministrazione uscente: “Leggere oggi che il Pd punta il dito contro il centrodestra sulla situazione dell’Asa è veramente una vergogna. Hanno creato e gestito l’azienda municipalizzata su loro misura e convenienza, il tutto per un decennio. Ci hanno lasciato un’eredità disastrosa e senza nessuna certezza per il futuro. Abbiano il coraggio di prendersi le responsabilità per ciò che hanno combinato. Basta ricordare che la Tia è stata introdotta nel 2006 quando il sindaco era Marco Vincenzi e il presidente dell’Asa Giuseppe Baisi, che poi sarebbe diventato sindaco. E già all’epoca la situazione finanziaria della società era critica”.

L’ex sindaco di Tivoli Sandro Gallotti

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