Tivoli, giorni di fuoco. Ancora brucia Monte Catillo

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Il Villaggio Don Bosco salvo, anche se era stato evacuato per sicurezza. Intorno la desolazione
Tiburtina, tra Vicovaro e Bivio di San Polo

Sono riprese  alle prime luci di questa mattina le operazioni di spegnimento del vasto incendio che sta attanagliando dalla prima mattinata di ieri, giovedì 12 agosto, la vasta zona delle alture sovrastanti la strada provinciale che da Tivoli conduce a Marcellina, e una parte estesa della riserva naturale di monte Catillo sino al versante che sovrasta il quartiere del bivio San Polo. Le squadre dei vigili del fuoco coadiuvate e supportate dalle numerose unità mobili della protezione civile sono intervenute da ieri mattina unitamente ai mezzi aerei (due elicotteri dei carabinieri forestale e uno dei vigili del fuoco, ai quali si sono aggiunti due Canadair nel primo pomeriggio) per cercare di domare l’incendio. Le fiamme – a causa delle temperature elevate e delle fortissime raffiche di vento – si sono propagate rapidamente dapprima dall’area sovrastante Quintiliolo e la strada per Marcellina (primi accenni d’incendio segnalati intorno alle 5,30) e poi, nel primissimo pomeriggio anche sul versante settentrionale, a ridosso della zona a monte del quartiere del bivio di San Polo. Un altro incendio di dimensioni più ridotte si è propagato in giornata anche nella zona di Pomata, fortunatamente subito domato. Non è stato possibile far intervenire ulteriori mezzi aerei già impegnati su altre aree del Lazio e del paese.

Sul posto sono sin da ieri mattina presto anche le tante squadre delle associazioni di protezione civile di Tivoli, dei Comuni limitrofi e di Città metropolitana di Roma Capitale, che l’amministrazione comunale ringrazia profondamente. Evacuati tra le 22 e le 23 di ieri i circa 40 ospiti del villaggio Don Bosco oltre ad alcune persone che vivono nella parte alta del bivio di San Polo e sei persone residenti lungo la strada per Marcellina. Il Comune di Tivoli ha messo a disposizione di coloro che ne avessero bisogno 25 stanze doppie (50 posti) dell’Hotel Vittoria alle terme Acque Albule.

Centinaia i lanci di acqua effettuati dai mezzi aerei sul vastissimo fronte del fuoco, arrivato nella tarda serata di ieri a superare i tre chilometri di lunghezza. I mezzi hanno interrotto i sorvoli al calare della luce e riprenderanno il lavoro stamattina molto presto, mentre le squadre dei soccorritori sono rimaste a presidiare le abitazioni nella zona del bivio di San Polo, per tutta la notte.

Qualora c’è ne fosse bisogno, in tanti si sono accorti dell’importanza del territorio e della sua valenza. In pochi hanno riflettuto sulla ripetitività, vastità ed intensità del fenomeno, per quale motivo non si è ritenuto necessario focalizzare l’area e prendere adeguati provvedimenti programmandoli. In linea generale la colpa degli incendi è per opera umana…intanto l’appello alla cittadinanza a collaborare nelle ricerche dei responsabili del vasto incendio, in particolare segnalando alle forze dell’ordine movimenti particolari, oggetti, elementi o tutto quanto possa essere utile alle indagini. «E’ importante che tutti i cittadini si facciano parte attiva nella ricerca delle cause (sin dai primi rilevamenti di origini dolose) mettendo a disposizione, ad esempio, le immagini delle telecamere private, utilissime per poter ricercare il momento esatto in cui è partito l’incendio e poter effettuare i controlli incrociati con le telecamere della rete comunale di videosorveglianza, aiutando, così, le forze dell’ordine a individuare elementi utili per ricostruire l’origine dell’incendio.

 

Infaticabile l’opera di tutti i soccorritori