Tivoli: la riscossione della Tari preoccupa il Comune

744

Quando si cita il termine tasse tutti quanti storciamo la bocca, sbuffiamo ed alziamo gli occhi al cielo in una protesta rassegnata per oneri che non vorremmo dover versare. Un dovere comunque, per garantirci servizi essenziali ed indispensabili. Se poi essi sono mal gestiti la protesta diventa legittima e sacrosanto l’avanzarla. Accade però che molti, troppi, non pagano il dovuto e tutti, anche chi è corretto, ne risentono.

Arrivano gli F24

In questi giorni stanno arrivando nelle cassette postali dei tiburtini le lettere contenenti il modulo F24 relativo al conguaglio 2023 della TARI: la tassa annuale sui rifiuti solidi urbani, istituita nel 2013 e modificata nel 2014. Si tratta dell’importo che dobbiamo corrispondere a copertura della gestione del servizio rifiuti nelle sue diverse espressioni: raccolta differenziata porta a porta, spazzamento strade, svuotamento dei cestini stradali e per le deiezioni canine, gestione del Centro di Raccolta comunale, recupero rifiuti abbandonati, trasporto dell’indifferenziato e del rifiuto umido agli impianti di smaltimento. Soggetto tenuto a gestire la riscossione è il Comune nel cui territorio insiste l’immobile assoggettato a tassazione. Il Comune approva in Consiglio comunale le tariffe, seguendo le norme dettate dal Governo, il regolamento comunale in vigore ed il Piano finanziario presentato dal gestore del servizio, l’ASA spa nel caso di Tivoli.

Calcolo tariffe

Il tributo è relativo ai costi divisi in due parti, fissi e variabili, mentre le utenze si dividono in domestiche e non domestiche. Il calcolo delle tariffe applicate alle utenze viene attuato utilizzando coefficienti attribuiti alle categorie di utenze da apposita tabella. Alla base della elaborazione delle tariffe sono i costi totali del servizio previsti compresi di Iva. Per il 2023 le previsioni indicavano un costo complessivo, compresi gli ammortamenti, di 11.929.542 Euro da suddividere, in base ai rispettivi coefficienti, tra le 25.687 utenze domestiche e le 2.952 non domestiche.

I dati rifiuti

Interessanti i dati principali a base delle previsioni: 22,364 tonnellate di rifiuti annui di cui 17,378 da raccolta differenziata e 5 avviate a discarica. 77,7 % la percentuale di raccolta differenziata mentre l’indifferenziato è attribuito per il 62,7% alle utenze domestiche e al 37,3% alle utenze non domestiche. La problematica arriva quando si esaminano i dati della riscossione che risultano estremamente preoccupanti e gravano pesantemente sul bilancio comunale irrigidendone le possibilità di spesa da destinare a manutenzioni, progettazioni, investimenti e servizi destinati ai cittadini. Utenti morosi Nel 2022 sono risultati mancanti pagamenti per ben 3,7 milioni di euro e negli anni precedenti la media è stata di circa 3,5 milioni. Ad essere più ligi al dovere sono gli utenti domestici con il 72% mentre le quasi 3.000 utenze non domestiche corrispondono solo il 38% della TARI dovuta al Comune. Il dato è preoccupante e mette in crisi la risposta delle amministrazioni comunali, che si succedono a Palazzo San Bernardino, tanto più che l’iter per il recupero delle somme non versate è estremamente lungo, con il pericolo delle prescrizioni, dei condoni, delle utenze che scompaiono letteralmente e sono irrintracciabili.

Bilanci in rosso?

A tutto ciò si è aggiunto l’aumento 2022 delle tariffe energetiche che per il Comune di Tivoli è stato valutato in oltre un milione di euro rispetto all’anno precedente. Conseguenza, dal settore Finanze del Comune scaturisce preoccupazione per i bilanci, consuntivo dell’anno in corso e preventivo per il 2024. Si confida nel senso di responsabilità dei tiburtini ed in una inversione di tendenza sul pagamento degli F24 relativi al conguaglio 2023 e per le cartelle esattoriali inviate alle utenze, relative agli arretrati TARI degli anni passati, che ammontano a circa 5 milioni di euro.