Tivoli, le polemiche dimissioni di Strafonda4 min di lettura

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Alcuni passaggio del “saluto” di Strafonda: < Egregio Signor Sindaco con la presente sono a rassegnarle le mie dimissioni dalla carica di assessore e di vice Sindaco che lei mi ha affidato. Tra le varie motivazioni che oggi mi portano a questa scelta dolorosa e sofferta, la prima è il senso di responsabilità verso di lei che mi ha nominato, verso l’amministrazione e verso la comunità cittadina. Non è di certo l’articolo pubblicato sul Tempo nel quale viene condizionato il voto di bilancio alle mie dimissioni o revoca, o la stessa richiesta fatta nelle varie riunioni di maggioranza che mi hanno portato a questa decisione. E’ la mia dignità di uomo che pongo al di sopra di tutto, la mia responsabilità di cittadino, la mia dignità di professionista e la tranquillità della mia famiglia. Se gli ostacoli vanno rimossi, e io sarei un ostacolo al proseguire della sua amministrazione, sono io che tolgo il disturbo e l’ostacolo. Ho sempre condiviso insieme alla maggior parte dei miei colleghi assessori gli obiettivi e i compiti con lei decisi e indicati. Ho dato la disponibilità totale ai cittadini, ai consiglieri comunali (di qualunque colore politico), ai dirigenti, ai funzionari e ai dipendenti del comune. La logica di rimandare a domani i problemi di oggi non rientra nel mio stile di vita e di lavoro, ma noto che oggi non è stato abbastanza sicuramente avrei dovuto e potuto fare di più. Ho sempre cercato di costruire più che demolire, e non mi permetto di giudicare il passato e chi mi ha preceduto, vivo il presente e guardo al futuro, questo è la mia filosofia. Il mio bilancio di previsione, il suo bilancio di previsione e quello della sua amministrazione, approvato dalla sua giunta, è un bilancio in perfetto equilibrio economico e finanziario, sicuramente migliorabile. La manovra Imu prospettata è stata “tarata” sulle richieste di tutti i singoli assessori e dei loro dirigenti che insieme a me e a lei hanno partecipato alla formazione del bilancio, e quando nel mese di agosto mi chiese di riportare l’aliquota Imu sulla prima abitazione a quella di base, insieme all’Ufficio Finanziario ci siamo attivati per abbassarla e trovare la necessaria copertura finanziaria. Il resto, a mio avviso, doveva rimanere così come era stato proposto e deliberato dalla giunta, ma di questo avrei voluto discuterne in consiglio comunale e confrontarmi con i consiglieri di maggioranza e opposizione, ma non mi è stato permesso >.
< I partiti, anche quello a cui fino ad oggi appartengo da quasi vent’anni (Forza Italia e Pdl) non mi rappresentano più perché non rappresentano più nulla, con una classe dirigente che pensa solo a litigare, che pensa più a questioni personali che politiche, mentre l’azione amministrativa è bloccata e la città aspetta da noi risposte. Non è giusto che continuo a occupare un incarico di visibilità, a percepire una indennità economica per la mia carica, sapendo che la sua maggioranza mi ritiene un ostacolo per l’attività amministrativa minacciando di non votare un bilancio che sarà stravolto rispetto a quello deliberato in giunta, non ci riesco a far finta di niente, ma non credo che sono solo io l’ostacolo e spero tanto di sbagliarmi. Ringrazio tutti i funzionari e i dirigenti per la loro collaborazione. Ringrazio i dipendenti comunali, in particolare quelli del settore finanziario, la cui professionalità è una risorsa indispensabile per la nostra città. Ringrazio i colleghi assessori, soprattutto quelli che nonostante le diverse vedute, mi hanno sempre dimostrato la loro stima e lealtà. Ringrazio anche chi mi ha offeso e attaccato ingiustamente e che nonostante tutto oggi per volere di questa amministrazione rimane al suo posto. Ringrazio i consiglieri del mio partito per la loro non difesa del mio operato e per la loro inesistente presa di posizione nei miei confronti. Ringrazio tutti i cittadini di Tivoli e i consiglieri di opposizione che con il loro comportamento critico mi hanno aiutato ad essere più attento e diligente nel svolgere il mio ruolo. Signor Sindaco La ringrazio perché ha creduto in me e nelle mie potenzialità e mi ha concesso l’onore di ricoprire il ruolo di vicesindaco della mia città, sicuramente non avrò lavorato invano. Ora signor sindaco, non voglio più stare sotto questa cappa voglio tornare a guardare il sereno. Ora caro sindaco sono finalmente LIBERO, grazie e buona fortuna a lei e alla sua amministrazione >.

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