Tivoli: venerdì al Consiglio Comunale si parlerà della sentenza sulle Terme2 min di lettura

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Tivoli - Aula Comunale (Foto archivio Notizia Locale)

Un consiglio comunale che si preannuncia ad altissima tensione, venerdì a palazzo San Bernardino, si parlerà delle Terme e della sentenza che – in attesa del ricorso – obbliga il Municipio a riacquistare le azioni di uno dei soci privati. Un’operazione che esporrebbe le casse dell’Ente ad una spesa di circa 14 milioni di euro. Il futuro della società termale, patrimonio storico della città e dei tiburtini, è quanto mai incerto. Sul piatto ci sono, ad oggi, tre possibili soluzioni per una vicenda che, sullo sfondo, tra le tante conseguenze potrebbe avere anche quella del dissesto finanziario per il municipio.

Il Comune, perdendo anche il ricorso, sarebbe obbligato a riacquistare il 36%, circa, delle azioni detenute dal principale socio di minoranza, la Fincres della famiglia Terranova. In questo modo tornerebbe pressoché proprietario della società, con oneri ed onori, ma con una grande incognita: dove può trovare una somma stimata – ad oggi – in 14 milioni di euro? Altra soluzione potrebbe essere un accordo con il socio privato, strada su cui si era lavorato senza frutti negli anni scorsi. La famosa “scissione societaria”, quindi, potrebbe tornare in auge.

L’accordo prevederebbe che Comune e Fincress di dividano le proprietà della Terme, dividendosi così in 60% e 40% i beni e potendo, poi, ognuno andare per la propria strada. Un accordo era stato anche trovato ma poi la strada si era interrotta nel momento di redigere e firmare gli atti. Il Municipio si sarebbe tenuto lo stabilimento termale, affittandolo poi al gruppo Terranova, ed altre beni immobili, già locati tra cui la sede dell’Agenzia delle Entrate ed il Mc Donald’s. Alla Fincress, invece, sarebbero andati l’Hotel, i palazzi di piazza Catullo ed altre proprietà.

Ora la trattativa, per stessa ammissione del Sindaco Giuseppe Proietti, è ripartita ma, rispetto ad un anno fa quando l’accordo sembrava essere cosa fatta, è il socio privato ad avere una posizione di forza. Altra opzione, stante la volontà delle parti, è il riacquisto da parte della Fincres delle azioni detenute dal Municipio. Palazzo San Bernardino perderebbe la proprietà delle Terme ma ne incasserebbe una cifra elevata, oltre 15 milioni, che potrebbe rappresentare una manna da impiegare per futuri investimenti infrastrutturali. Di questo si parlerà, tra ipotizzabili scambi di accuse tra maggioranza ed opposizione, nella seduta di venerdì. Difficile ipotizzarla infuocata come quelle del 1999 in cui si decideva la vendita del 40% delle azioni ma di sicuro gli animi saranno bollenti.