Torri, case-torri e campanili nella Tibur Medievale

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La città di Tivoli e il suo tessuto medioevale sarà il filo conduttore di una breve serie di riflessioni, rese possibili grazie alla ricchezza e al pregio storico-artistico delle testimonianze nel quartiere medioevale. L’importanza di Tivoli fu principalmente quella di essere situata su un asse di collegamento fondamentale: la via Tiburtina. Questo rapporto è confermato dalla presenza, lungo la parte della strada che entrava nel tessuto cittadino, di mulini, concerie e varie altre attività di artigiani, già citate nei documenti del X secolo.

La prerogativa e la definizione tipica di una qualsiasi città medioevale è quella che esalta la verticalizzazione edilizia, distinguendosi in modo netto dall’insieme uniforme delle case, grazie alle torri difensive inserite nelle mura, ai campanili, alle case-torri emergenti dalle vie e dalle piazze. Tivoli corrisponde perfettamente a questi parametri; peraltro, nel caso tiburtino, questo profilo verticalizzato è aumentato dall’andamento collinare. Il disegno urbanistico.

I fattori che condizionano la forma urbana sono molteplici pertanto non è semplice capire quanto sia stato effettivamente pianificato. Sicuramente le scelte di fondo non furono lasciate al caso ma guidate da intenzioni precise, funzionali, formali e simboliche. Sempre, anche quando la distribuzione degli edifici sembra una struttura casuale, c’è stata dietro una precisa volontà per concentrare interessi, opportunità e scelte estetiche, elaborati dalla cultura collettiva dell’epoca. In tal modo gli svettanti campanili costituiscono i punti di riferimento dell’insieme generale, mentre le torri difensive come le case-torri costituiscono l’articolazione del tessuto cittadino.

Facendo un censimento ed un’analisi di questi gruppi torri, case-torri e campanili si hanno degli elementi di lettura esplicativi dell’assetto urbanistico di Tivoli medioevale, sempre tenendo conto che l’impianto urbanistico antico gioca un ruolo fondamentale nel Medio Evo tanto da condizionare scelte e impostazioni.

Le case-torri

Si tratta di costruzioni che venivano posizionate sulla base dell’asse di allineamento dei campanili delle chiese, collocate in punti strategici della città in un periodo in cui la città di Tivoli era soggetta a continue e violente invasioni barbariche. Il primo è costituito dall’allineamento dei campanili di Santa Maria Maggiore, di San Pietro alla Carità, della Cattedrale di San Lorenzo ed infine della torre di Santa Caterina. Sempre verso il campanile del Duomo converge il secondo asse primario, verso est, composto dall’allineamento di San Biagio e di San Michele. Incrociandosi con i due assi principali, ne esistono altri due secondari, il primo verso sud-ovest, in allineamento con il campanile di San Silvestro, il secondo verso il campanile di San Valerio. Tutto ciò era frutto di un ordine prestabilito, tipico della cultura medievale dalla connotazione fortemente simbolica: la cattedrale di San Lorenzo è posizionata a nord e come la stella polare è il riferimento per i naviganti così il duomo è guida per i fedeli.

Il campanile, inoltre, gioca un ruolo determinante anche come punto focale verso il quale si volge lo sguardo. Così come non è casuale e spontanea la posizione dei conventi principali: Sant’Arcangelo delle Domenicane, San Biagio dei Domenicani e San Francesco. Infatti, nell’assetto urbano di Tivoli i tre conventi sono ubicati nelle estremità dell’abitato, ai vertici di una geometria triangolare che ha nel centro il fulcro del potere comunale, con il suo palazzo dell’arengario e la torre in piazza delle Erbe. Altezza e propaganda.

Tra il X e il XIII sec. le torri raggiunsero un po’ ovunque: le altezze, le caratteristiche architettoniche, le funzioni di potenza militare che ne fecero il prodotto tipico dell’esperienza urbana italiana. Edificate in origine per scopi militari dalle famiglie cittadine più importanti per ricchezza, prestigio e potere, divennero dei veri manifesti di propaganda. Torri difensive e case-torri, spesso addossate le une alle altre e comunicanti all’interno, di cui è disseminato il territorio tiburtino, assolvevano alla duplice funzione di difesa e di ostentazione di una elevata condizione sociale.

Le case-torri nacquero nel X secolo con le associazioni a base familiare, le consorterie, per la tutela di interessi comuni, compreso appunto quello difensivo e solo alle famiglie dei nobili o militi era riconosciuto il privilegio di possederle. Casi esemplari. La costruzione delle case-torri si concentra dentro il perimetro delle mura del X secolo, dove si possono distinguere cinque tipologie che controllavano le principali vie di accesso ed i vari settori della città.

Nel rione Castrovetere, ci sono poche case-torri, ciò è dovuto alla naturale posizione geomorfologica, circondata da dirupi scoscesi e dal fossato artificiale superato, oggi, dal Ponte di San Martino, controllato dall’alta torre di guardia. Ricorrenti nell’assetto urbanistico medioevale tiburtino, rintracciamo case-torre in posizione di testata, e in posizione d’angolo. Le prime hanno una funzione residenziale difensiva per la classe sociale nobile di maggior lignaggio. Sono più alte delle case a schiera che la circondavano, perché, essendo poste ad un quadrivio, erano il punto di riferimento per le costruzioni circostanti; le case-torri in posizione d’angolo con funzione residenziale difensiva sempre per una classe sociale nobiliare di alto lignaggio.

La seconda tipologia dominava il versante Nord, lungo la via del Colle e della zona del Riserraglio. Aveva come caposaldo la torre di Santa Caterina, con la doppia funzione difensiva di avvistamento e religiosa. La torre era posizionata nella punta estrema della città a nord, nelle immediate vicinanze della porta delle mura, con la possibilità di controllare anche la zona ovest della vallata.

La terza tipologia può individuarsi nel rione San Paolo, e in particolare nella zona del Seminario, dove si conservano le case-torri più imponenti per la loro altezza e più possenti per la loro robustezza, grazie anche all’utilizzo di materiali calcarei più resistenti. La posizione è mista, ovvero in mezzo ad altre costruzioni, più basse, in assoluto la migliore per la classe sociale più nobile e influente della città. La quarta tipologia era situata nella parte interna della città, nella zona di Via dei Selci e verso la zona centrale intorno alla cattedrale di San Lorenzo. In questo caso, trovandosi nella parte più interna della città, il loro controllo si limitava alle vie circostanti.

L’ultima tipologia può essere individuata nella parte sud, da piazza Palatina a vicolo dei Ferri e a via Mauro Macera, verso via Postera. L’andamento seguiva quello delle mura, scandite in questo settore da torri di guardia nei pressi delle porte. Anche in questo caso le case-torri venivano erette lungo i più importanti assi stradali, tale posizione nel mezzo di altre costruzioni è privilegiata, con funzione residenziale-difensiva per una classe di minor prestigio, perché meno individuabile a causa del suo unico lato aperto verso la via opposta, ma una strategia difensiva buona giacché presentava una migliore difesa avendo un solo lato attaccabile.

Campanili e case-torri sono quindi due evidenze che dialogano nel loro contenuto principale; laddove i campanili simboleggiano il senso religioso, il divino; le case-torri sono emblema della supremazia civile e del potere terreno. Con l’architettura monastica rappresentano i punti focali e l’essenza dell’arte di costruire nel Medioevo. Due realtà urbane che hanno espresso di concerto l’immagine della città medievale di Tivoli.

blankIlaria Morini

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