Traffico di droga legato alla ndrangheta, cinque condanne a Tivoli2 min di lettura

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Traffico di droga legato alla ndrangheta, i luoghi dello spaccio della banda
Traffico di droga legato alla ndrangheta, i luoghi dello spaccio della banda

Traffico di droga legato alla ndrangheta, a Tivoli arrivano le condanne dell’operazione Silentes. Lo scorso dicembre i militari tiburtini avevano arrestato 9 persone che “importavano” droga dalla Calabria ed erano collegati con le ‘ndrine della provincia di Reggio Calabria. La banda era “vicina” alla cosca Nirta – Romeo – Giorgi.

Il capo ed il suo aiutante sono stati condannati dal giudice del tribunale di Tivoli, Flavia Costantini, rispettivamente a 19 e 18 anni di reclusione. Luca Cosimo di 35 anni, considerato al vertice del gruppo ed il suo “aiutante”, Sandro Morabito sono stati condannati per traffico di droga rispettivamente a 19 e a 18 anni di reclusione con l’aggravante dal metodo mafioso

LE ALTRE CONDANNE

Otto anni sono stati inflitti ad altri due imputati per sequestro di persona a scopo di estorsione, due anni e otto mesi – sempre col rito abbreviato – sono stati patteggiati all’imputato minore mentre nove persone dovranno comparire prossimamente davanti al Tribunale di Tivoli per essere giudicati con rito ordinario.

IL TRAFFICO DI DROGA LEGATO ALLA NDRANGHETA

Il gruppo si era specializzato in vari settori, su tutti lo spaccio di droga che veniva importata dalla Calabria. Nel corso dei 18 mesi di indagini, culminati con il blitz dello scorso dicembre, i carabinieri hanno sequestrato una pistola cal. 6,35 marca Browning ed un fucile cal. 12 a canne mozze entrambi con la matricola abrasa, trovate in un garage in zona Casal Bellini. Le armi, secondo le ricostruzioni dei militari della compagnia di Tivoli, sono state più volte utilizzate dai membri della banda per minacciare ed intimorire tutti coloro che avevano dei debiti da saldare per acquisti di stupefacente o che tentavano di opporsi allo strapotere dell’organizzazione.

Durante le indagini hanno arrestato in flagranza di 5 persone ed hanno recuperato circa 2 kg di stupefacente tra hashish, cocaina e marijuana.

Il giro d’affari gestito dall’organizzazione era molto elevato, le diverse trattative documentate durante le indagini dai carabinieri riguardavano un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro.

I CLIENTI ALBANESI

Stando alle ricostruzioni sul traffico di droga legato alla ndrangheta dei carabinieri della compagnia di Tivoli, allora diretta dal capitano Andrea Cinus, la banda si approvvigionava di droga in Calabria e poi ne rivendeva grossi quantitativi ad un sodalizio di albanesi, altra a piccoli gruppi locali e la restante parte veniva spacciata direttamente da sodali in provincia di Roma.

I PIZZINI DAL CARCERE

A casa del boss i militari trovarono anche dei pizzini. I carabinieri hanno poi scoperto che erano una “conversazione” tra il capo e suo zio, Giovanni Giorgi, in carcere a Fossombrone.

IL BOSS

Il boss della banda tiburtina, che era solito girare armato, minacciava con le armi chi non pagava o chi si metteva sulla sua strada. Durante un’intercettazione, effettuata nel bar gestito da un “prestanome” a piazza Rivarola, il capo parlava così della sua banda “La razza mia pari n’davi supa nun n’davi” tradotto dal calabrese “La mia famiglia ne ha altre della sua importanza ma nessuna superiore”.