Travertino, crisi del settore tra licenziamenti e mancanza di futuro

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Il settore del travertino in crisi
Il settore del travertino in crisi

Le aziende del travertino sono in grande crisi e sono stati già 30 i licenziamenti effettuati. Mancano alcune autorizzazioni da parte del comune di Guidonia Montecelio e non si placa la protesta dei lavoratori. Oltre 200 operai hanno preso parte all’assemblea che ha evidenziato tutti i problemi di un settore che per molto tempo ha rappresentato un fiore all’occhiello della produttività del territorio.

I sindacati

Le sigle Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil stanno cercando un dialogo con l’amministrazione grillina, ma non sono arrivate risposte alle numerose domande. Il 23 febbraio la Cimep ha licenziato 23 operai, è stata anche scritta una lettera al sindaco Michel Barbet e potrebbe scattare una manifestazione di protesta. Le autorizzazioni potrebbero sbloccare la situazione lavorativa concedendo respiro alle aziende. Sul tavolo delle trattative anche il contratto di lavoro.

Il comune

L’amministrazione di Guidonia è chiamata a dare una mano al settore. Nel corso del suo intervento al termine dell’assemblea, però, il vice sindaco Davide Russo che detiene anche la delega allo sviluppo, ha parlato di riconversione delle cave prendendo esempio da alcuni paesi europei: teatri e musei del travertino, parchi naturalistici, utilizzo delle acque solfuree. Indispensabile l’utilizzo dei fondi europei.

Un progetto del genere, tuttavia, richiede un lasso di tempo che non è a disposizione dei lavoratori e delle aziende. Enorme la preoccupazione all’interno del comparto sindacale che non trova la luce in fondo al tunnel. Ad oggi il settore del travertino del nostro territorio si regge grazie alle richieste in arrivo in particolar modo dalla Cina, ancora molto interessata a questo tipo di lavori.

Un’altra fetta della tabella delle esportazioni riguarda l’America dove a Miami negli ultimi tempi sono stati realizzati lavori prestigiosi con il travertino guidoniano, come le panchine all’interno della biblioteca pubblica e la parte esterna di alcuni edifici al centro. Altri progetti recenti hanno riguardato edifici di Londra.

Il Distretto Industriale scrive al comune di Guidonia

Molte cave hanno già chiuso e in tanti hanno perso il posto di lavoro, eppure l’amministrazione comunale tarda a dare risposte. Ad affermarlo proprio il Distretto Industriale del Travertino Romano con una lettera di lunedì 19 febbraio indirizzata al sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet, all’assessore all’ambiente Tiziana Guida e all’assessore alle Attività Estrattive Davide Russo.

Ecco il testo: “Il settore del Travertino Romano, malgrado abbia esposto in diversi incontri con il comune di Guidonia Montecelio le difficoltà in cui verte, a causa dell’eccessiva burocratizzazione dei processi autorizzativi per le attività estrattive, nonché di recupero ambientale e di stoccaggio provvisorio o definitivo, sia per le cave che per i laboratori, non ha avuto ancora nessun riscontro, se non l’emissione da parte del settore comunale competente, di diverse proposte di parere negativo al rilascio delle autorizzazioni. Questa situazione ha già creato una condizione di incertezza e in stabilità, una contrazione degli investimenti e un vistoso calo della produzione, costringendo alla chiusura molte cave e laboratori di trasformazione, con una conseguente perdita di posti di lavoro, che sta innescando preoccupanti condizioni nell’ambito del Distretto Industriale del Travertino. E’ necessario che rapidamente si prenda coscienza, come per altro evidenziato dalle parti sociali (imprenditori e sindacati) della gravità della situazione che qualora non trovasse soluzioni, nonostante le proposte avanzate dalle parti sociali nelle riunioni sopracitate, porterebbe l’intero settore al collasso con conseguenze socio-economiche insopportabili”.

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