Vandalismo nella “movida” tiburtina

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Un fenomeno notturno che dilaga ma di cui si parla poco, consumi di alcolici in aumento, assenza del controllo del territorio, complicità di chi vende a minori nonostante il divieto. Se ne parla poco e ci si limita ad inveire mentre occorre discuterne apertamente per salvaguardare principalmente i giovani,  spesso ignari delle conseguenze.
E’ un fenomeno difficile da capire, per molti adulti incomprensibile e motivo di rabbia e indignazione.  Al mattino chi esce di casa prima che intervengano gli operatori di ASA, ne trova  segnali evidenti: i giovani vandali hanno lasciato le loro tracce malsane.
Bottiglie di birra e vino vuote, cocci di vetro, cartacce, spesso chiazze di liquido organico e vomito, scritte sui muri con vernice indelebile, devastazione gratuita di campanelli, insegne, portoni. A volte neanche le automobili in sosta si salvano.
Escono a tarda sera, si raggruppano quando ristoranti e bar spengono le luc, bevono alcolici  e diventano padroni di un territorio completamente sguarnito e privo di sorveglianza.

Il “binge drinking”

Le provviste di birra, vino, superalcolici le hanno già fatte, qualcuno chiude uno o entrambi gli occhi quando, nonostante il divieto della legge, il ragazzo minorenne acquista le bottiglie che non potrebbe e soprattutto non dovrebbe.
Il “binge drinking” inizia, a volte, già dal pomeriggio con l’aperitivo, ormai di moda a base di bevande alcoliche.
Spinelli e “cannoni” sono il meno peggio rispetto all’alcol che in giovane età diventa devastante e segna inesorabilmente il fisico.
A Tivoli, le zone nelle quali le tracce sono più evidenti sono ormai note: Piazza Campitelli, Piazza Trento e via Edoardo Tani, la scalinata tra Via IV Novembre e Vicolo Tomei.
Bevono, si ubbriacano ed allentano i freni, schiamazzi e urla si diffondono, disturbano chi vorrebbe dormire e se protesta, insulti a raffica.
Chi osserva da dietro le persiane testimonia di atti assurdi come il fare a testate violente e racconta del rumore raccapricciante delle ossa frontali che si scontrano.
Le forze dell’ordine fanno quello che possono, prive di uomini e mezzi, non riescono ad essere efficaci. Il l lampeggiante blu non intimorisce più, ormai è risaputo: passa, lo sguardo di controllo è rapido e si volge rapidamente altrove poiché il territorio da controllare è vastissimo e frequentemente c’è una emergenza da risolvere.
I danni non si contano, i più recenti riguardano il bagno disabili nel Parco Malala a Villa Adriana, il Portone dell’Istituto San Getulio, la statua di Mitoraj ma i danni più gravi sono quelli subiti dal fisico dei giovani che consumano in modo esagerato birra, vino e superalcolici.
Studi ed inchieste concordano: è un fenomeno devastante in costante aumento, i Pronto soccorso, gli incidenti stradali, il ricorso a psicologi, pedagogisti e psichiatri lo testimoniano con certezza.
E’ però un fenomeno di cui si parla poco, avviene principalmente di notte e si tiene nascosto. Si evidenziano solo i danni del vandalismo senza cercarne la causa prevalente e portarla alla ribalta. I genitori che se ne rendono conto difficilmente lo rendono noto.
Occorre invece portarlo alla ribalta, i giovani non hanno percezione e nozione delle conseguenze fisiche e psichiche che ne conseguono. Fegato, intestino, cervello sono gli organi che subiscono danni molte volte irreparabili. Le scritte sui muri si cancellano anche se con difficoltà, i danni ai monumenti anche, le lacerazioni interne molto meno.

I dati

In Italia, secondo la “relazione del Ministro della Salute al Parlamento sugli interventi Realizzati ai sensi della Legge. 125/2001 “in materia di alcol e problemi alcol correlati” del 2020: nel 2019 circa 36 milioni di italiani hanno consumato alcolici, circa il 77% degli italiani dagli 11 anni in su e circa il 56% delle italiane.
La Legge 8.11.2012 n.189 vieta la vendita e la somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni. Infatti, sebbene l’abuso di alcol sia dannoso a qualunque età, numerose evidenze scientifiche hanno sottolineato che il danno è ancora maggiore per due condizioni tipiche del bambino e dell’adolescente: il sistema cerebrale fisiologicamente non ancora del tutto maturo, e l’inefficacia dei meccanismi di metabolizzazione e smaltimento delle bevande alcoliche.
Le classi di popolazione a maggior rischio di alcoldipendenza sono: i ragazzi tra i 16 e 17 anni (M:42%, F: 39%) e gli ultrasessantacinquenni. Le linee guida raccomandano: consumo zero sino ai 18 anni e consumo fortemente sconsigliato sino ai 25.

I danni

L’alcol ingerito viene assorbito nel tratto gastrointestinale e poi metabolizzato nel fegato con produzione di acetaldeide, una sostanza molto tossica per l’organismo.
Rappresenta un fattore di rischio importante, che può provocare danni diretti su molti organi e tessuti: sul fegato, causando steatosi alcolica, sull’esofago e stomaco, con la comparsa di esofagite e gastrite. Sul cervello agisce sui neuroni e sulla rimodulazione e maturazione funzionale del sistema cerebrale. Nei giovani a causa della fisiologica immaturità del sistema può comportare danni permanenti come l’atrofia cerebellare, che causa instabilità e imprecisione nei movimenti.
Sul sistema cardiovascolare, può provocare ipertensione arteriosa e scompenso cardiaco.
Sul pancreas, l’insorgenza della pancreatite, può causare anche la morte e comunque è sempre gravissima. Sulle ossa, può comparire l’osteoporosi.
Ai danni biologici diretti occorre unire i comportamenti irresponsabili legati al consumo di alcol: azioni violente, sconsiderate, alterazione della capacità di concentrazione, alterazione della capacità critica, mortalità e invalidità da incidenti stradali
Nel 2019 sono stati circa 5000 gli accessi al Pronto Soccorso di adolescenti italiani con meno di 17 anni per diagnosi totalmente attribuibili all’alcol.

Gli incidenti

Le evidenze epidemiologiche prodotte dall’Osservatorio nazionale alcol e Sanità indicano che, a partire dagli 11 anni, il consumo di alcol da parte dei giovani si caratterizza sempre più spesso come un consumo concentrato nella serata del sabato, lontano dal controllo formale della famiglia. Si tratta sempre più spesso di abuso di birra, aperitivi alcolici e superalcolici, che determina il fenomeno del “binge drinking”, il bere per ubriacarsi.
E’ indispensabile intercettare e contrastare per tempo queste tendenze, prima che possano contribuire a consolidare fenomeni di dipendenza da alcol o a provocare uno dei circa 6000 incidenti stradali alcol-correlati, prima causa di morte per i giovani italiani di età compresa tra i 15 ed i 24 anni di età.

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