Violenza su donne e minori a Tivoli, intervista al procuratore capo Menditto2 min di lettura

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Violenza su donne e minori a Tivoli, intervista al procuratore capo Francesco Menditto
Il procuratore di Tivoli Francesco Menditto

Violenza su donne e minori a Tivoli, intervista al procuratore capo di Tivoli Francesco Menditto.

Gioco di squadra per fronteggiare la violenza di genere, gli abusi e lo stalkeraggio. Contro la violenza su donne e minori a Tivoli si fa gioco di squadra tra esperti.

Mentre il numero di procedimenti per maltrattamenti e stalkeraggio sono in costante aumento negli ultimi anni, le istituzioni si stanno specializzando sempre di più e lavorano per far emergere i tanti casi di violenze che, purtroppo, restano circoscritti tra le mura domestiche.

VIOLENZA SU DONNE E MINORI A TIVOLI, I NUMERI

Nei 74 comuni che ricadono nel territorio di competenza del Tribunale di Tivoli i procedimenti per maltrattamenti aperti sono, ad oggi, 266, nel 2008 erano 92. Quelli contro degli stalker sono 206, nel 2008 quando fu introdotto questo reato i fascicoli erano solo 2. Stabili, infine, i procedimenti per violenze sessuali su donne e minori che sono scese dai 90 del 2011 agli 80 dello scorso anno.

IL PROCURATORE CAPO DI TIVOLI

“Questi aumenti – ha spiegato Francesco Menditto, il procuratore capo di Tivoli – si possono spiegare con due ragioni. La prima è un maggiore consapevolezza delle donne che ha portato ad un aumento delle denunce. Questo aspetto culturale è migliorato col tempo. E poi c’è una maggiore attenzione da parte della procura”.

La procura tiburtina ha tre magistrati specializzati in questi casi: “La denuncia – prosegue Menditto – è seguita sin dal primo momento da un magistrato e da forze dell’ordine specializzate. Questo consente di attuare in poco tempo le misure cautelari, se necessarie, così da proteggere la vittima. Le donna sanno che possono chiedere giustizia e che la possono ottenere in tempi accettabili. Così si possono rivolgere alla giustizia con ancora maggior fiducia”.

IL LAVORO NON SI FERMA QUI’

“Abbiamo dei pubblici ministeri particolarmente specializzati, come Andrea Calice, Stefania Stefania e Gabriele Iuzzolino – aggiunge Menditto – e si avvalgono di forze di polizia specializzate e psicologici. Inoltre come Procura stiamo lavorando insieme ad altri enti ad un progetto più complessivo, che ci consenta la formazione di personale specializzato ed anche una maggiore possibilità di intervento.

“Purtroppo in questo delicato settore emerge solo una piccola parte dei reati che vengono commessi. Le denunce che arrivano sono molto meno degli episodi criminali che avvengono, per lo più in famiglia. Per la donna è sempre difficile farli emergere. Spesso le persone che sono vicine alla vittima non sempre l’aiutano a denunciare ma tendono a far sì che il problema sia risolto nella famiglia. Con l’illusione che la sopportazione possa consentire alla donna di vivere con il compagno e all’uomo di non essere più violento. L’esperienza ci dimostra il contrario. Gli episodi di violenza hanno delle escalation nel tempo, e le denunce arrivano quando le violenze sono insopportabili. Lo stesso discorso vale anche per lo stalkeraggio e le violenze sessuali. Voglio lanciare un appello chiedo alle vittime di denunciare i fatti. Noi siamo pronti ad intervenire”.

 

(Da XL numero 20 in distribuzione dal 17 novembre)