Visto da me/ Nessuno come noi2 min di lettura

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Di Roberta Mochi

Il nuovo libro Luca Bianchini, “Nessuno come noi” edito da Mondadori, è un tuffo nella giovinezza per chi ha vissuto il liceo negli anni ’80 e restituisce appieno l’eco di quella esperienza scolastica.

Racconta la storia di un gruppo di amici di un liceo scientifico Majorana di Moncalieri: Vince, Cate, Spagna e Romeo. Siamo nel 1987 Vince è ragazzo figlio di operai di Nichelino, frazione nata per gli immigrati arrivati per lavorare nella Fiat del boom delle vendite e dei doppi turni, è innamorato di Cate, la sua compagna di banco che pare non corrisponderlo e interessarsi invece di tutti gli altri, senza farne un mistero. C’è poi la darkettona della scuola, Spagna, con la sua lingua tagliente. E c’è Romeo Fioravanti, bello e un po’ arrogante che fa traballare tutti gli equilibri e l’insegnante di italiano, la Bottone, che vigila su tutti loro.

Lui, Bianchini, è uno scrittore dalla vena pop, ci mostra una dimensione che conosciamo, e che alcuni forse hanno già dimenticato, senza computer e senza smartphone, con le felpe della Best Company e le fibbie di El Charro. Dove se non hai il moncler e non sei un “paninaro” sei uno sfigato o qualcosa di alternativo come un dark o un punk, ma qualcosa devi pur essere. Lo fa accennando a situazioni, ai telefoni fissi che fanno salire le bollette, ai genitori sempre dalla parte dei professori, al dentifricio sui brufoli. Fotografando chiaramente quel momento, sia esso negli anni ’80 o anche dei millennials, in cui siamo fortemente convinti che una cotta duri per sempre e che l’amicizia sia immortale e forse anche più importante dell’amore.

Questo mondo che funzionava ancora a gettoni sembrerebbe inserirsi in tutto l’ampio filone adolescenziale composto da romanzi e film generazionali come quelli di Muccino ma possiede qualcosa che lo lega più degli altri alla contemporaneità: è scritto senza pretese, come se fosse un elenco di status da social, scomponibile e riutilizzabile perché “la luce, come l’amore, ha il dono di rendere più bella la vita”.