Visto da me/ Pane2 min di lettura

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Di Roberta Mochi
Maurizio de Giovanni, classe partenopea 1958, inizia a farsi conoscere tra gli amanti del crime per il suo commissario Ricciardi, figura le cui avventure sono ambientate negli anni Trenta, che gli vale nel 2005 la vittoria in un concorso per giallisti. Ma è nel 2012 che fa la sua prima apparizione l’ispettore Lojacono, protagonista della serie dei “Bastardi di Pizzofalcone”, ambientata sempre a Napoli, anche se questa volta contemporanea, di cui Pane è l’ultimo romanzo, pubblicato da Einaudi Stile Libero, che ha però un elemento in più. L’azione diminuisce in favore dei personaggi, che conquistano spazio, acquistano spessore e si colorano di molte sfumature.
Lojacono e la malvista squadra dei suoi Bastardi si trovano di fronte a un panettiere morto nel suo stesso forno, che aveva testimoniato – seppur poi ritrattando – contro la criminalità organizzata. Un omicidio che ha la familiare fragranza del pane e che mette a dura prova i Bastardi, nel tentativo di dimostrare ancora che, come bravi segugi, sanno davvero seguire le tracce di un delitto. Sul caso indaga anche la Direzione Distrettuale Antimafia, che però sembra voler raggiungere soluzioni troppo semplici.
Ognuno di questi romanzi, pur conservando fili narrativi che ne collegano i vari “atti”, è un episodio a sé stante. Proprio per questo la serie si è ben prestata a diventare una fiction televisiva, di cui lo stesso de Giovanni ha curato la supervisione delle sceneggiature. Da gennaio 2017 Alessandro Gassmann – diretto da Carlo Carlei – metterà in scena Lojacono, un detective sicuramente più politically correct del vicequestore Schiavone ma in grado di raccontarci la storia del riscatto di questi affascinati Bastardi di Pizzofalcone, una squadra che tra una indagine e l’altra passa per le miserie e i punti di forza dell’animo umano, approfondisce tematiche sociali, prendendo spunto da fatti di cronaca, e ci presenta in parallelo alla police procedural lo schizzo di una città nel pieno della sua poesia nascosta, quella custodita nelle cose più semplici come il lievito madre.
Insomma, per dirla alla Aragona “Buona caccia, Bastardi”.