Visto da me/ Spider-Man: Homecoming1 min di lettura

1438

Di Roberta Mochi
Frutto di un accordo commerciale tra Marvel Studios e Sony Pictures, il film di Jon Watts, sceneggiato a dodici mani, non si presenta sotto i migliori auspici ma, seppur accolto con grossi pregiudizi, riesce a conquistare gli spettatori. Adolescenza e ragnatele in questo scanzonato e divertente Spider-Man: Homecoming. Tom Holland ci restituisce quel Peter Parker del 1962, liceale intelligente, irrequieto, ghettizzato e dal gran cuore che accetta il proprio destino di “supereroe di quartiere” e tutte le responsabilità che comporta. Citazioni e nostalgia anni Ottanta, attualizzate e dalla cultura pop contemporanea. Meravigliosi accessori geek, in un teen movie ben calibrato che ci racconta la storia di un quindicenne che ha già poteri straordinari e, nell’impaziente attesa della prossima missione al fianco degli Avangers, si barcamena negli impegni della high school che frequenta, in piena atmosfera “Weird Science” tra balli di fine anno e conflitti generazionali.
Che dire degli altri personaggi? Un cast di comprimari eccellente. Tony Stark, un brillante contraltare interpretato da Robert Downey Jr., padre putativo – e a volte comprensivo – che meritavamo davvero di vedere. Un capomastro Michael Keaton che esprime la propria violenta rabbia verso il sistema, che lo ha derubato, contrabbandando distruttive armi aliene.
Ottima colonna sonora, che rielabora il tema musicale della serie animata del 1967, e il regalo della scena dopo i titoli di coda, da non perdere. Sequel previsto per il 5 luglio 2019 nelle sale statunitensi.