Puliti i muri del municipio e di palazzo Bischi, il primo detenuto “speciale” di Tivoli si è già messo al lavoro. Già all’opera il primo detenuto condannato dal tribunale tiburtino alle “pene alternative” dopo la convenzione stipulata nello scorso novembre. L’amministrazione, poi, sta lavorando ad altri dieci progetti per altrettanti “condannati”.
I primi interventi riguarderanno anche la scuola media Segrè e la scuola elementare del gesù.
La Convenzione, della durata di tre anni, non prevede rapporti finanziari fra Tribunale e Comune né costi aggiuntivi a carico del Comune. Consente che si possa svolgere lavoro di pubblica utilità coadiuvando la squadra di operai comunali. Ampio il settore degli interventi che possono andare a svolgere: si va dalla manutenzione e decoro di beni del patrimonio comunale alla manutenzione di parchi, giardini e verde pubblico fino ai lavori di segnaletica stradale.
“L’intervento di pulizia dei muri di Palazzo Bischi – ha commentato il sindaco di Tivoli Sandro Gallotti – è l’esempio della bontà di questa convenzione. Le persone alle quali è stata convertita la pena lavorano per la collettività offrendo un servizio in più per interventi di decoro urbano. L’impiego di queste persone inoltre deve essere letto anche in chiave di riabilitazione sociale, un aspetto che non è per niente di secondo piano nell’ottica della convenzione”.
L’accordo tra il comune ed il tribunale, che sarà in vigore per altri due anni, sin’ora è stato attuato in solo un caso ma già altre dieci persone ne hanno fatto richiesta: “L’iter per queste pene alternative è lungo – ha spiegato il dirigente del settore Lavori Pubblici Giuseppe Petrocchi – Prima l’avvocato dell’imputato deve chiedere l’autorizzazione al giudice. Poi se la richiesta viene accolta il comune deve elaborare un progetto che poi dovrà essere vagliato dal giudice. In questo caso si tratta di pulire alcune facciate ed alcune aree verdi. All’amministrazione conviene perché avremmo dovuto pagare una ditta per fare questi lavori>.
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