Raccolta differenziata, il Comune diffida Aimeri

Guidonia Montecelio, questione raccolta differenziata, conto alla rovescia verso la revoca del contratto: Aimeri non ha fatto fede agli impegni presi e il Comune ha inviato ufficiale “diffida”. Il settore finanze sta anche studiando al microscopio il capitolato speciale d’appalto “per verificarne la reale applicazione da parte di Aimeri”. Sembrerebbe essere in caduta libera ormai il servizio di raccolta differenziata porta a porta spinta da otto milioni di euro l’anno della terza città del Lazio tra disservizi e paventati licenziamenti. La capofila dell’associazione temporanea di impresa, la società Aimeri, continua, infatti, per la sua strada non considerando quanto sottoscritto lo scorso 17 ottobre. La Aimeri non solo non paga le sue socie in Ati, avendo nel frattempo accumulato un debito con Edera di circa 2 milioni di Edera, ma non ha revocato le procedure di licenziamento aperte in tutta Italia. L’amministrazione del sindaco Eligio Rubeis ha deciso: pugno duro con Aimeri. “In una lettera – si legge in una nota del comune dello scorso 16 novembre -, l’assessore Enrico Scattone, il dirigente all’Ambiente Giovanna Recchia, diffidano la capofila in Ati (associazione temporanea d’impresa) aggiudicataria del servizio di raccolta porta a porta spinta, a mantenere gli accordi sottoscritti lo scorso 17 ottobre anche davanti ai sindacati, pena: le conseguenze che “si prospetterebbero e di cui sarà ritenuta responsabile la società ai sensi di legge” e di contratto”. La questione si fa seria. “La strada che si prospetta – spiegano dal Comune -, salvo un’immediata inversione di rotta, è dunque sempre più quella della risoluzione contrattuale per grave inadempienza”. In ballo l’intero progetto della differenziata e decine e decine di posti di lavoro. “Il sindaco Eligio Rubeis – si legge ancora – è quanto mai consapevole del proprio, delicato ruolo di garante del progetto della Differenziata partito 3 anni fa, di quello di tutore dei livelli occupazionali messi a rischio da una politica aziendale spiegabile solo nella logica di una profonda crisi societaria che ha portato Aimeri a non pagare gli stipendi ai dipendenti, a non corrispondere all’associata cooperativa Edera il corrispettivo di quasi un anno di lavoro, una situazione davvero delicata”. “La Aimeri risulta ad oggi inadempiente rispetto agli accordi sottoscritti in sede di riunione lo scorso 17 ottobre – dichiara Rubeis -; a quel tavolo, presenti i sindacati molto preoccupati per il futuro della maestranza, i vertici della società si erano impegnati a garantire i livelli occupazionali previsti dal capitolato speciale d’appalto, confermando una continuità nell’operatività aziendale, e ancora: a corrispondere ad Edera 400mila euro di acconto sul milione e mezzo vantato dalla cooperativa romana, in Ati con Aimeri per un 30 per cento delle quote; a pagare gli stipendi arretrati agli operatori ecologici impiegati in Edera fino a tutto settembre 2012. Ad oggi questi accordi sono stati disattesi”. Preoccupante, quindi, “la ricaduta sociale dei licenziamenti annunciati (a ancora in essere) e anche la qualità del servizio sempre più scadente”.

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