I negozi chiudono, le vendite dei saldi calano, c’è qualcosa che non va nell’imprenditoria tiburtina e non è solo la crisi a “matare” il settore. Le vendite a “saldo” sono cadute in picchiata con un 30 per cento in meno rispetto allo scorso anno.
In alcuni casi il volume d’affari si è addirittura dimezzato.
I numeri registrati nel 2012, poi, non lasciano spazio ad interpretazioni. Nell’ultimo anno hanno chiuso 25 negozi e due banche. Il bilancio, però, potrebbe aggravarsi nei primi sei mesi di questo 2013 con altri 8 locali, e due istituti bancari, che potrebbero “abbassare le serrande” definitivamente.
Dati allarmanti che dovrebbero far riflettere sulle concause. Non c’è sola la crisi dietro questa situazione. “Una delle principali cause di chiusura dei negozi di Tivoli – spiega Augusto Masotti, il coordinatore dei commercianti del progetto Tivoli Salvadanaio 2013 – per questo cercheremo di coinvolgere anche i dottori commercialisti della nostra zona per sensibilizzare, consigliare, proporre ai proprietari degli immobili, che siano case, negozi o cantine, di ridurre in questa fase temporale i costi degli affitti. Si potrebbe, con degli step progressivi, cercare un punto di incontro tra domanda ed offerta che non penalizzi troppo nessuna delle due “parti”. Stiamo già iniziando a coinvolgere, infine, l’amministrazione comunale e gli istituti bancari della città per essere tutti insieme partner, e non sponsor, delle iniziative sulla nostra città. Ci sono oltre 40 locali chiusi nel centro. Tra le zone che più sono state colpite: piazza Rivarola, dove alla crisi si sono aggiunti i lunghissimi lavori di riqualificazione, l’area di ponte Gregoriano, di via Palatina, piazza delle Erbe e via Due Giugno”.
Non basterà, però, affrontare il problema degli affitti se poi i negozi restano aperti ma non ci sono persone in giro per le vie di Tivoli. “Il turismo è l’unico volano che può far risollevare le sorti della città – continua il responsabile del Progetto Salvadanaio – ma per far decollare questo settore ci si deve impegnare su diversi fronti. Oltre che sull’organizzazione di eventi, in grado di richiamare visitatori da tutto il centro Italia, si deve puntare sul decoro cittadino e sull’ospitalità. Serve lavorare per il medio – lungo periodo. Occorre programmazione e progettazione, coinvolgendo in primis il Municipio, per arrivare ad un radicale cambiamento di stile amministrativo, e di conseguenza arrivare a coinvolgere tutta la cittadinanza, gli imprenditori, i professionisti, i commercianti ma anche le scuole ed i pensionati. Noi, dal canto nostro, stiamo già provando a fare qualcosa. In questi ultimi due mesi abbiamo iniziato ad abbellire Tivoli con dei fiori, si tratta di un semplice gesto simbolico, e ci siamo anche fatti promotori di un incontro con il Sindaco e gli assessori per gettare insieme le basi di un nuovo futuro per Tivoli”.
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