Speciale “regionali”, le nostre tre domande ai candidati: Mario Mei
1) Come mai ha deciso di candidarsi? “La prima ragione è continuare l’impegno al servizio del territorio. Proseguire il lavoro portato avanti nella scorsa legislatura a sostegno dei cittadini e delle Pmi. Dobbiamo compiere delle scelte importanti per migliorare i servizi, ridurre gli sprechi, intervenire sulle situazioni di disagio sociale. Abbiamo il dovere di costruire […]
1) Come mai ha deciso di candidarsi?
“La prima ragione è continuare l’impegno al servizio del territorio. Proseguire il lavoro portato avanti nella scorsa legislatura a sostegno dei cittadini e delle Pmi. Dobbiamo compiere delle scelte importanti per migliorare i servizi, ridurre gli sprechi, intervenire sulle situazioni di disagio sociale. Abbiamo il dovere di costruire una Regione efficiente, solidale e responsabile”.
2) I tre punti principali del programma?
Sanità: riorganizzare la rete ospedaliera regionale; giusto equilibrio tra sanità pubblica e privata; meno ospedale, più assistenza a domicilio; strutture associative di medici attive 24 ore; sostegno al volontariato. Trasporti e infrastrutture: unica società pubblica e unica cabina di regia per il trasporto regionale; migliore servizio a parità di costi; rimodulare l’offerta di trasporto; più integrazione ferrovia/gomma. Sviluppo e occupazione: incentivi per inserire i giovani; fondo per l’apprendistato e la formazione; aiutare le imprese per il credito; semplificazioni e liberalizzazioni; sostenere l’export e i settori del commercio, artigianato, turismo, agricoltura.
3) Che importanza riveste una candidatura “del territorio” per questo territorio?
“Questo è un territorio per troppo tempo marginalizzato dalla politica regionale di destra e di sinistra e male amministrato da quella locale. Bisogna mettere mano ai problemi della mobilità, a quelli socio sanitari (va realizzato un polo sanitario a Guidonia o almeno una piastra di pronto soccorso), sostenere le Pmi locali, ad esempio con il rilancio del distretto industriale del travertino; creare una rete di servizi che favorisca il turismo ed il commercio a Tivoli e rendere fruibile, anche a scopi non militari, l’aereoporto di Guidonia”.

