Un boato all’alba ha svegliato Roviano. Il crollo di una parte del muro di sostegno del castello Brancaccio ha dato la sveglia al pesino della valle dell’Aniene.
Sotto le macerie sono rimaste delle vetture ma, fortunatamente, nessuna persona. Nonostante la strada sottostante alla frana sia una delle vie di accesso al centro storico, alle 5 di mattina era ancora vuota. Da li a poco avrebbero cominciato a passare i primi pendolari.
I problemi alle mura vicine alle Porta Scaramuccia erano noti da tempo. Nei mesi scorsi, infatti, l’area era stata transennata ed era stato vietato il parcheggio. Col passare dei giorni, però, l’allerta è calata mano a mano fino a tornare nella normalità.
Dopo che la notizia ha cominciato a diffondersi, si sono alzati i primi cori di protesta contro questi scempi.
“Dopo i crolli a Roma, Pompei, stavolta è toccato ad un piccolo Comune subire la perdita di un pezzo importante del patrimonio – ha dichiarato con una nota Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Si perde un nuovo pezzo della nostra storia comune, un tassello importante per dare risposte al nostro passato. Chiediamo alle istituzioni, alla Regione Lazio in particolare, di intervenire al più presto, per valutare come ripristinare quel bene che appartiene alla storia di Roviano ma anche del Lazio, verificando anche le motivazioni del crollo in relazione ai lavori effettuati nel tempo sul giardino sovrastante”.
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