“Tutto cambia affinchè nulla cambi”. Lo diceva Don Fabrizio, principe di Salina, in una delle opere simobolo della letteratura italiana, “Il Gattopardo”, frase particolarmente azzeccata anche oggi visto quello che è successo in casa Acque Albule spa, la partecipata che si occupa di gestire le terme di acqua sulfurea. La rivoluzione tanto attesa sembrava essere davvero arrivata con la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e il tentativo, il secondo, di dare alla società anche un presidente diverso da quello che ha guidato i destini della municipalizzata fino a poco tempo fa. Alla guida del cda per undici anni c’è stato Bartolomeo Terranova, che in realtà rappresentava il 40% del pacchetto azionario andato nel 2001 alla Sirio Hotel Srl. In vista dell’avvio della privatizzazione totale il sindaco, Sandro Gallotti, era stato chiaro: le redini devono tornare al comune per portare a termine nel migliore dei modi un’operazione che vale 18 milioni di euro. Il primo nome indicato per svolgere il delicato compito, Leonida Nicolai, è stato un buco nell’acqua: l’incarico non è stato accettato e la ricerca è continuata. Martedì è arrivata la notizia della nomina nella squadra del consiglio di Giuseppe Sorbera, uomo legato al gruppo di Fratelli d’Italia, che giovedì ha ereditato la sedia di Terranova. La novità però è un’altra: per l’ex presidente è arrivato un incarico in più, quello di amministratore delegato dell’azienda. E la rivoluzione?
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