Un sit-in contro la chiusura del punto ristoro di Villa d’Este, è cominciata ieri la protesta degli ex lavoratori che si protrarrà fino al primo maggio. Con striscioni e volantini i dipendenti del bar e del ristorante hanno iniziato a combattere per salvare i posti di lavoro e per difendere la ricettività turistica di un sito Unesco, l’undicesimo sito più visitato d’Italia.
A distanza di più di quattro mesi dalla chiusura del punto ristoro, gli ex lavoratori hanno “scritto” hai turisti una lettera aperta: “L’estenuante attesa della risoluzione burocratica – scrivono nel volantino i manifestanti – di un nuovo bando di gara, crea disagio a voi visitatori e condanna noi lavoratori alla disoccupazione attuale ed incertezza sul futuro lavorativo. Chiediamo che il servizio venga ripristinato e noi lavoratrici reintegrate”.
Dai sindacati, invece, continuano ad invocare l’intervento del Ministero: ”Nonostante le molte richieste – spiega la Cgil – di intervento urgente, il Ministero, per tramite della direzione regionale dei beni culturali del Lazio, non è riuscito a trovare nessuna soluzione, neppure provvisoria, se non l’installazione di macchine per il caffè e per le merendine. Crediamo che sia indispensabile un’azione immediata e decisiva del Ministero affinché si trovi una soluzione che permetta di ripristinare il servizio e la salvaguardia dei posti di lavoro”.
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