“No” al triangolo dei rifiuti, ieri la carica dei 300
Guidonia Montecelio, si sono ritrovati in 300 per dire “no” alla possibilità che i forni della Buzzi Unicem inizino a bruciare rifiuti (css) e che l’antica strada della Selciatella sia violata dalla realizzazione di una nuova “camionabile”. Assente la politica. Ieri mattina la protesta “simbolica”, alimentata anche dalla notizia, a seguito dell’approvazione del Decreto “Clini”, […]
Guidonia Montecelio, si sono ritrovati in 300 per dire “no” alla possibilità che i forni della Buzzi Unicem inizino a bruciare rifiuti (css) e che l’antica strada della Selciatella sia violata dalla realizzazione di una nuova “camionabile”. Assente la politica. Ieri mattina la protesta “simbolica”, alimentata anche dalla notizia, a seguito dell’approvazione del Decreto “Clini”, che il cementificio di Guidonia Montecelio, a due passi dalle case, si trova nell’elenco delle strutture selezionate come possibile inceneritore.
In via della Selciatella si sono ritrovati cittadini, ambientalisti, il movimento a cinque stelle, scout, e tanti genitori con i propri bambini. Numerosa l’adesione di persone provenienti dai vicini Sant’Angelo Romano e Fonte Nuova. Un “no”, quello al cementificio-inceneritore ribadito da tutti i rappresentanti delle associazioni e dai manifestanti. “Si tratta di un decreto illegittimo”, ha detto Sebastiano Cubeddu, presidente del Il Faro. A prendere la parola anche due rappresentanti dei libertari di Fara Sabina: “Questo deve essere solo l’inizio della battaglia – hanno detto alla folla Lara Di Russo e Stefano Rufini – noi per combattere contro la realizzazione dell’impianto a Passo Corese – siamo scesi in strada in 600 il 17 agosto. Serve l’unità e la determinazione di tutti i cittadini”. Presente anche il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati: “Nel Lazio sono state già realizzate otto linee di incenerimento dei rifiuti, molte di più di quelle necessarie”. “Guidonia Montecelio è una “città devastata”, così Stefano Roggi, Legambiente Guidonia, mettendo in risalto la pesante assenza dei rappresentanti della politica guidoniana e sottolineando la presenza sul territorio della discarica dell’Inviolata e della pericolosità del pet-coke che la Buzzi brucia già nei suoi forni. Il corteo, come un serpente, si è poi snodato lungo i marciapiedi di via della Pietrata per raggiungere la Buzzi Unicem.
