Tivoli, piscine abusive per il Tar il comune ha fatto il possibile

Per il Tar è stato fatto tutto quello che si poteva. Nuovo capitolo della storia che vede in guerra la Acque Albule e il comune di Tivoli. Stavolta i giudici della Seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale hanno valutato e rigettato il ricorso presentato dalla partecipata che gestisce le terme di acqua sulfurea contro l’amministrazione […]

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Per il Tar è stato fatto tutto quello che si poteva. Nuovo capitolo della storia che vede in guerra la Acque Albule e il comune di Tivoli. Stavolta i giudici della Seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale hanno valutato e rigettato il ricorso presentato dalla partecipata che gestisce le terme di acqua sulfurea contro l’amministrazione cittadina. Al centro della contesa la questione delle piscine che si trovano tra Tivoli Terme e Villaba di Guidonia. La spa, infatti, è subconcessionaria per lo sfruttamento delle acque, e nel corso degli anni ha chiesto a Palazzo San Bernardino di intervenire per regolarizzare il fenomeno delle attività che ne fanno un uso non autorizzato. In effetti però il comune qualcosa lo ha fatto visto che, come richiamato nella sentenza, sono partite una serie di ordinanze per inibire le attività prive di titolo concessorio, ad oggi sub iudice, ed è stato convocato un primo tavolo di concertazione tra le parti interessate. Tavolo partito all’inizio dell’anno e poi bloccato per motivi politici: tra crisi di giunta e le dimissioni del dirigente del settore Attività Produttive, Ercole Lupi, le buone intenzioni sono state stroncate sul nascere. Ma ci sono comunque state.

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