Facevano razzie in tutto il centro Italia, sgominata banda di Villalba

Erano il terrore di ville, appartamenti e bar di tutto il centro Italia, sgominata dai carabinieri una banda romeni. Il gruppo, che aveva come “centrale” un condominio di Villalba, agiva come un vero e proprio commando con compiti precisi divisi tra i componenti. Nell’ambito dell’operazione Topi in Trappola sono finite dieci persone.

Prima cercavano gli obiettivi, sopratutto bar molto frequentati con slot machines o ville ed appartamenti isolati. Una volta individuati, venivano studiate le caratteristiche e le abitudini dei proprietari. Appena pronta, la banda entrava in azione. Nel gruppo c’erano i pali, che dovevano avvertire i ladri dell’arrivo delle forze dell’ordine o di altri “disturbatori”, chi si occupava del trasporto delle bombole di gas acetilene della fiamma ossidrica, chi si doveva preoccupare di tagliare porte blindate, grate e casseforti, e poi gli “incursori” che entravano nelle abitazioni per svaligiarle. Nei bar, invece, oltre a portare via le “macchinette mangia soldi” non disdegnavano neanche gli alcolici. In un locale di Tivoli si erano portati via oltre 5 mila euro di bottiglie di liquori. Per non lasciare tracce si erano ben organizzati. Utilizzavano delle calze come guanti e dei copriscarpe come quelli utilizzati dai chirurghi e dalla scientifica.
I carabinieri della compagnia di Tivoli, guidato dal capitano Emanuela Rocca, sono arrivati alla banda partendo dal monitoraggio e dal controllo dei “Compro Oro” della zona tiburtina. I militari hanno notato una ragazza, che è risultata poi essere la fidanzata di uno dei ladri, che frequentemente andava in diversi negozi per vendere gioielli ed orologi. Un’attività sospetta che ha messo in allarme i carabinieri, tanto da far scattare i primi pedinamenti e poi delle indagini più approfondite. Piano piano è emerso il modus operandi della banda e durante uno degli appostamenti sono stati arrestati i primi cinque componenti, “beccati” mentre stavano portando via delle slot machines da un bar. Gli altri cinque sono stati fermati a seguito di altre indagini, coordinate dal Procuratore capo di Tivoli Luigi De Ficchy e dal sostituto Filippo Guerra. E’ così emerso che la banda aveva compiuto razzie, oltre che nell’hinterland tiburtino, anche in tutta la provincia di Roma, Rieti, Latina, Perugia ed Arezzo.
A capo del gruppo c’era un romeno di 35 anni, chiamato Nelu, coadiuvato da altri due uomini, soprannominati Paura e Naso, Spaima e Nas in romeno. Parte della refurtiva è stata rinvenuta nelle loro abitazioni, ora i carabinieri stanno cercando di risalire ai proprietari.

Parte della refurtiva ritrovata dai carabinieri

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