Inizia l’era dei “provvedimenti dolorosi”. A salire saranno le aliquote Imu, Imposta municipale propria, che fino a qualche giorno fa erano ai minimi consentiti dalla legge. Oggi però, vista la situazione economica da codice rosso e lo spettro dell’illiquidità finanziaria che aleggia sulle casse comunali, il commissario prefettizio, Alessandra dè Notarisefani di Vastogirardi, ha decretato la prima manovra lacrime e sangue.
Si passa per la prima casa dal 4 per mille al 5 mentre per la seconda dal 7,06 al 10,01. Una cura resa necessaria da due relazioni che hanno dato la sentenza definitiva per i tiburtini che, dunque, in attesa di sapere se il governo Letta lascierà o meno la gabella nell’elenco delle cose da pagare, si ritroveranno a dover sborsare più soldi. Le memorie che hanno determinato la scelta sono quelle del Collegio dei Revisori dei Conti del novembre dello scorso anno, in cui si invitava tra le altre cose ad un rigoroso controllo delle entrate delle società partecipate, Asa spa e srl su tutti, e a mantenere alta l’attenzione sui derivati. A riprendere l’avviso ci hanno pensato il segretario generale e il responsabile dell’ufficio tributi e visto che due indizi fanno una prova la scelta è stata praticamente obbligata.
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