Ancora una brutta notizia per l’Asa spa, la muncipalizzata che raccoglie l’immondizia in città. Stavolta si tratta degli stipendi dei 90 dipendenti in carico all’azienda, che non sono arrivati a destinazione. Un problema, quello della liquidità, che oggi inizia a manifestarsi in maniera sempre più evidente, nonostante i piani di salvataggio messi in campo in queste settimane, che prevedono la ristrutturazione del debito contratto della partecipata nei confronti di Eco Italia 87, ente che gestisce la discarica dell’Inviolata.
Di soldi in cassa non ce ne sono e la prima boccata di ossigeno è prevista solo per il mese di luglio, con la Tares. A monte c’è sempre una questione: i mancati incassi della Tia (Tariffa di igiene ambientale) che hanno fatto salire vertiginosamente il monte dei crediti rimasti in giro, arrivati a 20 milioni di euro. Le riscossioni, affidate ad Equitalia e alla Andreani Tributi devono ancora far vedere i loro frutti e il primo effetto collaterale è arrivato adesso con le difficoltà nei pagamenti dei salari. Intanto è partito l’iter per la convocazione dello sciopero, mentre per domani è prevista una prima riunione con le organizzazioni sindacali.
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