Il Tar dice “no” a Sandro Gallotti, e l’ex sindaco resta “ex”. Tivoli continuerà ad essere governata dal commissario prefettizio, il Tribunale amministrativo ha bocciato la richiesta di “istanza cautelare” dell’ex primo cittadino del Pdl che ha provato a ribaltare la sfiducia votata dal consiglio comunale lo scorso 10 aprile.
Gallotti sosteneva che la mozione non era valida a causa di un vizio di forma, la sfiducia inizialmente era rivolta solo a lui mentre da regolamento doveva riguardare anche la sfiducia, e poi che tre consiglieri comunali che l’hanno votata erano in conflitto di interessi, in quanto sono parenti di dipendenti dell’Asa e proprio le difficoltà della municipalizzata erano tra i motivi della sfiducia.
Il Tar ha ritenuto insufficienti i presupposti presentati dai legali dell’ex sindaco, non avrebbe riconosciuto il pericolo derivante dalla gestione del Commissario e poi ha riconosciuto che nel corso del dibattito precedente al voto di sfiducia Gallotti aveva comunque presentato le sue dimissioni. Per questo motivo il giudice ha “bocciato” la richiesta di sospendere la validità della sfiducia votata da 17 consiglieri, 10 i contrari ed una scheda bianca.
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