L’appuntamento con il Tribunale è fissato per il 5 luglio, quando sarà possibile capire se e quale possa essere il piano di rinegoziazione dei debiti che dovrebbe salvare il destino dell’Asa spa, la municipalizzata che gestisce il servizio di raccolta dell’immondizia in città. In cima alla lista c’è Eco Italia 87 srl, il gestore della discarica dell’Inviolata, a cui la società deve ben 8 milioni e mezzo di euro. Nei giorni scorsi un primo accordo è stato raggiunto: i soldi si dovrebbero spalmare in cinque anni, gli interessi, che fanno lievitare la cifra a 10 milioni, sono un capitolo a parte. L’incubo è quello del fallimento, uno spettro che aleggia sul destino dell’azienda e che potrebbe seriamente concretizzarsi nel caso in cui non si dovesse arrivare a trovare un punto di incontro ratificato nero su bianco. Intanto gli stipendi verranno in parte saldati dal comune stesso, con un anticipo che sarà recuperato grazie agli incassi della Tares previsti per la fine di luglio, mentre per i crediti resta aperto il capitolo di Equitalia. I legali stanno valutando la possibilità di scendere nell’arena a colpi di carte bollate e leggi, visto che degli ormai mitologici 20 milioni di euro da recuperare legati dalla tassa sull’immondizia (Tia) non pagata, non si vede ancora nulla.
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