Lavoratori in sciopero e cassonetti stracolmi di spazzatura, scene di un film già visto. La novità, però, è che per i dipendenti che hanno incrociato le braccia senza l’adeguata procedura potrebbero scattare una denuncia.
Brutta sorpresa, intanto, ieri mattina per i cittadini di Tivoli che hanno trovato cumuli di immondizia a causa della decisione dei dipendenti dell’Asa di incrociare le braccia. Una sorpresa ancor più brutta, però, l’hanno ricevuta i lavoratori che nelle due riunioni avute tra mercoledì e giovedì non hanno avuto indicazioni certe sul pagamento degli stipendi. Quello di giugno potrebbe essere pagato entro la prima decade di agosto, quello di luglio e la quattordicesima non si sa. “Dobbiamo aspettare di avere i dati sugli incassi della Tares, informazioni che saranno disponibili dopo il 5 di agosto”, hanno spiegato a più riprese i vertici dell’Asa. A cavallo dei due incontri, intanto, i 90 dipendenti della municipalizzata hanno deciso di incrociare le braccia.
Uno “sciopero selvaggio”, ovvero senza autorizzazioni, deciso mercoledì pomeriggio e che potrebbe avere conseguenze gravi. Questa protesta, infatti, non è andata giù a palazzo San Bernardino dove si stanno predisponendo le denunce per interruzione di pubblico servizio. “Erano stati ricevuti e c’era un’altra riunione già programmata, un comportamento del genere è stato inaccettabile”, il commento arrivato dai piani alti del Municipio. Dopo lo sciopero di ieri, comunque, la situazione sembra essere tornata alla normalità. I mezzi dell’Asa stanno raccogliendo i rifiuti ma la calma sarebbe solo apparente. Gli animi dei lavoratori sono incandescenti, ma non tanto per le alte temperature quanto per i problemi causati dal mancato pagamento degli stipendi. “Non abbiamo più i soldi neanche per comprare da mangiare”, il laconico commento di uno dei dipendenti della municipalizzata.
“Non siamo soddisfatti di come è andato il tavolo in azienda – hanno commentato da Cgil, Cisl, Uil e Fiadel – e abbiamo fatto mettere a verbale la richiesta di un nuovo incontro per verificare le possibili soluzioni. Riguardo allo sciopero, la reazione dei lavoratori è stata determinata da una situazione sociale difficile, sono esasperati”.
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