Monterotondo, via libera alla presa in consegna e al riutilizzo pubblico dell’immobile fatiscente a San Rocco, al posto dell’edificio sequestrato alla criminalità sorgerà un parcheggio. Questo quanto appreso ieri da una nota del Comune. “S’avvia – si legge – a conclusione la vicenda dell’immobile ex proprietà “Charly immobiliare” in località San Rocco, tra via Gramsci e via Ponza. Sull’area, parzialmente occupata da un edificio reso fatiscente anni fa da un incendio e destinato quindi alla completa demolizione, il Comune realizzerà un parcheggio pubblico a servizio del quartiere e del vicino centro storico”.
Arrivato l’ok per alla presa in consegna provvisoria. Conto alla rovescia per il “sì” formale da parte dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. “il cui Consiglio direttivo – dicono ancora dal Comune – , sentiti i competenti uffici dichiaratisi favorevoli alla realizzazione, è ormai in procinto di approvare una formale delibera di destinazione in favore del Comune di Monterotondo”.
LA GRAVE SITUAZIONE DELL’EDIFICIO E L’ORDINANZA DEL VICESINDACO
“La sempre più grave situazione statica dell’edificio, nel frattempo utilizzato da sbandati come improvvisato e precario ricovero notturno, ha causato un’accelerazione delle procedure. Il 12 agosto, infatti, proprio alla luce dei gravi e accertati rischi per l’incolumità pubblica e privata, il vicesindaco Casamenti aveva firmato un’ordinanza contingibile e urgente intimando alla società in confisca proprietaria del compendio e alla stessa Agenzia di procedere, entro 30 giorni, alla recinzione a alla demolizione del manufatto.
LA RISPOSTA DELL’AGENZIA ALL’ATTO DEL COMUNE
“L’agenzia – spiegano nella nota – ha risposto all’ordinanza invitando il Comune a procedere alla presa in consegna provvisoria del compendio, liberandosi in tal modo dell’onere dell’intervento e implicitamente autorizzando il Comune stesso ad eseguirlo”.
LA STORIA DLL’EDIFICIO
“Il manufatto e gli spazi aperti di pertinenza, che i meno giovani ricorderanno per l’utilizzo come arena cinematografica estiva fino a diversi decenni fa, erano stati sequestrati alla stessa società riconducibile alla criminalità organizzata proprietaria degli immobili in località La Dogana allo Scalo. Da anni, come per gli altri complessi edilizi nella stessa situazione, l’Amministrazione comunale ne chiedeva l’acquisizione ai sensi dell’art. 48 del codice antimafia, acquisizione fin qui impedita dalla mancata conclusione del complesso iter giudiziario e amministrativo nel quale la proprietà è implicata”.
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