Monterotondo, ancora intervent “chirurgici” per il SS Gonfalone: la direzione generale mette a mezzo servizio tre medici del pronto soccorso. Dure le reazioni dell’amministrazione eretina che promette battaglia.
LE REAZIONI IN UNA NOTA
“Sempre più disperata la situazione del SS Gonfalone – si legge nel documento inviato ieri dal Comune – L’Amministrazione comunale esprime la sua più ferma disapprovazione per l’ennesimo provvedimento a danno dell’operatività del SS Gonfalone. All’indice finisce questa volta il provvedimento, firmato dal direttore generale della Asl RM/G Brizioli e dal direttore sanitario Guerriero, con il quale si dispone che tre medici del Pronto soccorso del nosocomio eretino debbano svolgere, a far data dal 16 settembre prossimo, il 50 % delle prestazioni lavorative settimanali presso l’ospedale di Tivoli”.
LE MOTIVAZIONI
“La disposizione – sarebbe motivata dalle necessità delle unità operative complesse di medicina e chirurgia del presidio ospedaliero di Tivoli “in ordine alle carenze di organico determinate dal pluriennale blocco delle assunzioni e del turn over a fronte del volume di attività clinica e chirurgica espletate”.
LE REAZIONI
“Ancora un volta – denuncia l’assessore alla Sanità Walter Antonini – per tamponare situazioni certamente gravi nell’ospedale di Tivoli la Asl sceglie di aggravare la situazione di quello di Monterotondo. Già adesso il personale del pronto soccorso eretino è in sofferenza, considerate le assenze per malattia ed infortuni, figuriamoci con il dimezzamento delle prestazioni settimanali di ben tre medici… Inoltre resterebbero scoperti anche i turni dell’unità operativa di Medicina, visto che a garantirli sono, ad oggi, gli stessi medici del Pronto soccorso”.
IL SINDACO MAURO ALESSANDRI: CHE FINE HANNO FATTO I BUONI PROPOSITI DELL’ATTO AZIENDALE?
“Decisioni come questa – aggiunge il sindaco Mauro Alessandri – contraddicono completamente gli atti di indirizzo aziendale che, nemmeno due mesi fa, la stessa direzione generale della Asl aveva inviato in Regione. Non è possibile ribadire da un lato l’assoluta centralità del SS Gonfalone in difformità al decreto 80, confermandolo nosocomio per acuti con tutte le sue unità operative, e poi scegliere di indebolirlo progressivamente ma inesorabilmente fino a compromettere l’operatività di unità essenziali come il pronto soccorso e Medicina. Nell’esprimere la più ferma contrarietà formale a questo ennesimo depauperamento del nostro ospedale, sollecitiamo al contempo una presa di posizione definitiva da parte della Regione Lazio”.
SI PROMETTE BATTAGLIA – NUOVA MOBILITAZIONE
“Dalla prossima settimana – continua Alessandri – concorderemo con gli operatori sanitari e con il mai disciolto comitato cittadino per il SS Gonfalone le modalità con le quali riportare
la questione all’attenzione dell’intero comprensorio territoriale e al centro del dibattito istituzionale. Invito tutti a non cedere alla tentazione di ritenere inutile questa ennesima mobilitazione né, tanto meno, a rassegnarsi al declino del nostro ospedale, tutt’altro che irreversibile e definitivo”.
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