Il Distretto sanitario trasloca, timori per le sorti del Centro Prevenzione Tumori

Guidonia Montecelio, i servizi sanitari del distretto sanitario di Guidonia traslocano e lasciano la sede di via Fratelli Gualandi, c’è incertezza, però, sulle sorti del Centro Prevenzione Tumori: Rita Salomone (Pd): “E’ un’eccellenza: non si tocca. Pronti a tutto per difenderlo. Scriveremo a Zingaretti”.

“Il Distretto sanitario di Guidonia si muove, cambia sede – si legge in una nota del capogruppo del Pd in consiglio, Rita Salomone – ma ci si trova di fronte una scacchiera sghemba dove non tutte le pedine hanno la loro casella. Ad ottobre una parte dei servizi sanitari traslocherà da via Fratelli Gualandi alla palazzina “F” dell’Italian Hospital Group su via Tiburtina presa in affitto dalla Asl Rmg per “risparmiare”. Non sono stati però ancora indicati tempi certi per la consegna della seconda palazzina, sempre all’interno dell’IHG, che dovrebbe avvenire tra sei-sette mesi (forse). La questione è che entro il 31 dicembre la sede di via Gualandi deve essere sgombra”.

“Dove andrà a finire il Centro Prevenzione Tumori – chiede a gran voce il capogruppo del PD e vice presidente della Consulta per le Pari Opportunità Rita Salomone –, che segue 25mila pazienti, che solo negli ultimi dieci giorni ha diagnosticato ben sei casi di tumori al seno e che è considerato un centro di eccellenza a livello regionale?”.

GUIDONIA MONTECELIO CONTINUA A PERDERE SERVIZI
“Ancora una volta Guidonia Montecelio, terza città del Lazio – prosegue Salomone – rischia come è già avvenuto per Ater, Equitalia e Inps, di perdere servizi essenziali per la popolazione. Chissà – chiede ancora il capogruppo – se il sindaco Eligio Rubeis è al corrente del rischio di perdere il CPT e se sì che tipo di atteggiamento intenda assumere in merito”.

PRONTE LA BATTAGLIA DELLE ASSOCIAZIONI E LA LETTERA A ZINGARETTI
“Le forze politiche e le associazioni non sono state ascoltate – conclude Rita Salomone – Per non parlare poi della terribile tendenza, consolidatasi nel tempo, di impoverire, decentrare e spacchettare i servizi rivolti alle donne. Noi del Pd, insieme al Comitato delle Pari Opportunità, di cui sono vice, e la Consulta delle associazioni, attraverso il suo Presidente Anna Maria Tafani, non solo scriveremo a Zingaretti ma metteremo in campo tutte le azioni possibili per evitare scelte scellerate da parte della Asl Rmg”.

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