Tivoli: scongiurata l’emergenza rifiuti. Il Comune pagherà gli stipendi dell’Asa

Il Comune paga gli stipendi dell’Asa e scongiura lo sciopero già proclamato dai sindacati per l’11 novembre. Il tempestivo intervento dell’Amministrazione Comunale ha evitato una nuova situazione critica che avrebbe potuto portare ad un’emergenza rifiuti come quella già vissuta nello scorso giugno.

Decisiva una riunione, giovedì pomeriggio, tra il Commissario Prefettizio, i vertici dell’Asa ed i sindacati. Il Municipio, oltre a farsi carico degli stipendi di ottobre e nel caso servisse anche di quelli di novembre, lancia l’allarme: “Se i tiburtini non pagano la Tares questa situazione si ripeterà e la città sarà sporca”.

ALLARME RIFIUTI
“Su 4.3 milioni di euro di fatture Tares emesse – ha spiegato il vice prefetto Alessandra De Notaristefani di Vastogirardi – al primo ottobre non è stata incassata neanche la metà. Sono stati pagati 2 milioni e 175 mila euro. Per avere la città pulita bisogna pagare la Tares. E’ nell’interesse dei cittadini stessi. Non pagare la spazzatura vuol dire affossare l’azienda e con essa il Comune, oltre a vivere sommersi dall’immondizia”.

L’ACCORDO CON I SINDACATI
Il Municipio, oltre a farsi tempestivamente carico degli stipendi, ha anche acconsentito ad un’altra richiesta dei sindacati. Il 18 novembre sarà avviato il tavolo tecnico per il nuovo contratto di servizio.

“Fin tanto che il tribunale non si esprime sulla rinegoziazione dei debiti, ai sensi della legge sui fallimenti – ha aggiunto il Commissario Prefettizio – non si potrà siglare nessun accordo. L’udienza è fissata per il prossimo 25 novembre, ma per anticipare i tempi ci incontreremo il 18”. Per quella data, inoltre, dalla Provincia di Roma potrebbero arrivare delle novità in merito al finanziamento per la raccolta porta a porta che dovrebbe partire nel 2014. Si “intreccerebbero”, così, diversi aspetti dell’intrigata vicenda dell’Asa. Il Comune per fare un accordo pluriennale con la municipalizzata deve passare per il porta a porta. L’Asa, senza contratto pluriennale, non riesce ad accedere al credito bancario e senza prestiti ha difficoltà nel trovare la liquidità necessaria per mandare avanti la società senza gli incassi della Tares.

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