Tac rotta, l’ospedale di Tivoli da due giorni è senza il macchinario per la “tomografia assiale computerizzata” e i pazienti sono costretti a fare i “pendolari” con Palestrina. Prevista per oggi pomeriggio la riparazione. Intanto per fronteggiare l’emergenza del San Giovanni Evangelista è entrata in funzione una navetta ma si tratta, come denunciano dalla Cisl FP, di una soluzione ben rodata perché la “Tac spesso è rotta”. Questa volta il guasto è dovuto al malfunzionamento di alcuni componenti del lettino ma spesso “l’apparecchio va in blocco perché non è stato installato un sistema per la refrigerazione esterna e la Tac, lavorando 24 ore su 24, senza sosta, si surriscalda. Eppure l’attrezzatura è abbastanza nuova”.
Il guasto sta causando diversi disagi ma già la situazione della diagnostica per immagini dell’Asl Roma G è drammatica di suo.
LE CARENZE
“Nel settore mancano 21 medici e 23 tecnici – ha spiegato il direttore generale della Roma G Nazareno Renzo Brizioli a margine della presentazione della nuova rete di laboratori analisi – che si aggiungono ad un parco macchine vecchio ed obsoleto. Non c’è, in tutta l’Asl, l’apparecchiatura per la risonanza magnetica e considerando che siamo l’Asl più grande del Lazio è una carenza di non poco conto. Siamo costretti a portare fuori tutti i pazienti, con costi maggiori perché oltre all’analisi si deve pagare anche il trasporto e poi si sottopongono gli utenti ad ulteriori rischi. I cittadini o si spostano in altre Asl o sono costretti a ricorrere al privato”.
LE SOLUZIONI
“C’erano due soluzioni – ha aggiunto Brizioli – o compravamo nuove macchine o esternalizzavamo il servizio. L’acquisto non era possibile con i fondi dell’Asl e la regione non aveva soldi da darci. Restava l’altra via. L’appalto prevedeva una spesa di 49 milioni di euro per 7 anni, ora paghiamo solo per le analisi eseguite fuori dall’Asl oltre 8 milioni di euro a cui si aggiungono 900 mila euro di trasporti. Noi avevamo previsto un canone annuo di 600 mila euro, già questo era più basso del prezzo pagato per trasportare i malati, e poi un importo per le singole prestazioni. Nel capitolato avremmo abbattuto i costi del 25 per cento rispetto al tariffario regionale. E questa era solo la base d’asta. Nell’importo erano previsti anche del personale, nuovi macchinari e la ristrutturazione dei laboratori. Parte dell’attuale parco macchine sarebbe stato eliminato e parte sarebbe stato spostato in altri laboratori dell’Azienda per sostituire le attrezzature più vecchie. Si sarebbe lavorato anche di sabato e domenica ed avremmo avuto un abbattimento delle liste di attesa”.
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