In viaggio verso L’Aquila per sostenere la ragazza di Tivoli violentata due anni fa nel capoluogo abruzzese. Oggi prenderà il via il processo d’appello chiesto dall’imputato, Francesco Tuccia, per avere una riduzione della pena. In primo grado il ragazzo campano, che fuori ad una discoteca nel febbraio del 2012 abusò e lasciò in fin di vita la studentessa tiburtina, fu condannato dai giudici Italo Radoccia, Giuseppe Grieco e Carla Ciofani, ad 8 anni, contro i 14 chiesti dal pubblico ministero David Mancini.
In occasione dell’avvio dell’appello, le associazioni che già avevano manifestato durante tutto il primo processo (LEGGI LA NOTIZIA)hanno di nuovo deciso di dare battaglia per la “giustizia”
“Tuccia – scrivono dall’associazione 8 Marzo di Tivoli – è agli arresti domiciliari e usufruisce di un permesso di lavoro di mezza giornata. Ora ricorre in Appello per ottenere una riduzione della pena. Noi riteniamo che otto anni di reclusione non siano una condanna adeguata per chi ha provocato danni permanenti ad un’altra persona e ci chiediamo come sia possibile solo pensare che questa pena venga ridotta”.
“Saremo presenti – aggiungono – a questa prima udienza per testimoniare il nostro desiderio di giustizia. Non esiste appello di fronte alla violenza”.
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