Il ritrovamento dei dispersi di Monte Livata, parlano gli eroi

#NLGoodNews – Dopo la paura, e dopo i ringraziamenti, parlano gli eroi del primo gennaio che hanno tratto in salvo la madre ed i due bambini dispersi tra le nevi di Monte Livata. La squadra che ritrovato i due bimbi era composta da sei volontari della protezione civile dell’associazione Centro Radio Soccorso e due Guardiaparco dei Monti Simbruini.

I VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE

“L’emozione e la gioia nel sentire le voci dei bambini, seppur in lontananza, ha rinvigorito la squadra e ha commosso tutti i soccorritori presenti – ha raccontato il presidente dell’associazione Centro Radio Soccorso Giuseppe Pelliccia che era nella squadra che ha ritrovato i due bimbi – . La precarietà delle condizioni in cui temevamo fossero i piccoli cominciava a preoccuparci, ma non a farci perdere le speranze. Soddisfatti del lavoro di tutti, ringraziamo i nostri operatori e tutti coloro che hanno proficuamente collaborato per il raggiungimento di questo risultato.”

“Verso le 11 – proseguono i volontari -, dopo alcune ore tra i boschi, sono state udite le prime urla di aiuto dei bambini, che cercavano di richiamare l’attenzione degli elicotteri. Alle 11.30, nonostante le difficoltà date dalla natura scoscesa e impervia del terreno, vengono finalmente raggiunti i piccoli, trovati sotto un costone della montagna in Località “Colle Crocione rotondo” tra Campo dell’Osso e Vallepietra, i quali stremati, sono stati immediatamente soccorsi”.

I GUARDIAPARCO

I Guardiaparco Francesco Iacoella, Federico Checchi e Alessio Giudici, grazie alla loro conoscenza del territorio e dopo aver analizzata affondo la situazione, hanno dapprima condotto i soccorritori, insieme al Capitano dei Carabinieri di Subiaco Alessio Falzone, nel luogo dove, alle prime ore del mattino, viene ritrovata la donna, in stato confusionale e a diversi chilometri da dove si era mossa con i bambini.

“Momenti veramente drammatici, il pensiero che due bambini cosi piccoli fossero abbandonati a loro stessi, al buio e al freddo pungente – ha commentato il Guardiaparco Iacoella – ci rendeva si nervosi ma ancora più determinati. Li chiamavamo per nome, dopo un po’, abbiamo sentito una vocina risponderci, è stato meraviglioso, tutta l’ansia e le paure accumulate nelle ore precedenti, sono di colpo svanite, abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo, temevamo il peggio invece grazie a Dio, erano li abbracciati, spaventati, infreddoliti, ma vivi”.

“Per questo lieto fine – ha aggiunto il Commissario del Parco, Danilo Sordi – non ci rimane che ringraziare tutti gli uomini e le donne che con coraggio e spirito di abnegazione hanno partecipato alle operazioni di soccorso”.

Il guardiaparco dei Monti Simbruini Francesco Iacoella

Testo da visualizzare in slide show

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